Gazzetta di Reggio

Reggio

Reggio Emilia, arriva la ztl in via Roma: subito una petizione per dire no

Nicole Nasi
Reggio Emilia, arriva la ztl in via Roma: subito una petizione per dire no

I favorevoli: il vero problema è l’assenza di parcheggi. Ma c’è già una petizione per dire non alla proposta

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA  Da anni, ormai, via Roma è una delle zone della città che presenta più problematiche: dalla sicurezza all’integrazione. Questa volta a far parlare e ad accendere la miccia è l’idea dell’assessora alla Sostenibilità di Reggio Emilia, Carlotta Bonvicini, che propone, tra le altre misure, di rendere l’intera via zona Ztl, in modo tale da ampliare il tratto già esistente che va da via Dante a via Emilia San Pietro.

Diverse paiono le opinioni dei commercianti di via Roma che regolarmente si ritrovano per confrontarsi. C’è chi è assolutamente d’accordo come Mario Calò, barbiere storico del quartiere: «Io sono contento – commenta – Vedo tanti cittadini e sento le lamentele dei miei clienti riguardo le criticate strisce blu. Ormai si vive con l’ansia di trovare una multa sul parabrezza dell’auto. il problema non è la zona a traffico limitatio (Ztl) ma la gestione e la disponibilità dei posteggi in città. Sono ancora lontani da una soluzione che agevoli tutto ciò. I reggiani vogliono la macchina e la comodità».

Decisamente opposto è il pensiero di Rosa Grimaldi, titolare dell’omonimo forno: «Ci manca solo quello! Già metà di questa via è a traffico limitato, perché continuare? Almeno, avendo la sicurezza di un parcheggio la gente è più disposta a frequentare via Roma. La paura è che poi scelgano negozi più comodi da raggiungere».

Dello stesso parere è anche Armando Da Soghe della Pasta fresca, che ha fatto della sua attività in via Roma la sua vita: «Se dovessero limitare la viabilità verrebbero meno cittadini e ciò vorrebbe dire meno clienti. Si possono fare tanti esempi per rafforzare questa mia teoria; ad esempio una persona anziana avrebbe più problemi nel muoversi e raggiungerci, come ci arriva qui? Così come il lavoratore che non ha tempo da perdere, se prima poteva fare una breve sosta e ripartire, sarebbe costretto a cercare un parcheggio vicino, ancor di più i corrieri e gli stessi commercianti, costretti a pagare i permessi. Il vero problema legato alla mobilità è la velocità con cui auto e moto circolano: basterebbero dei dissuasori. Una delle nostre paure è che il centro storico lentamente vada a morire, dato che via Roma è sempre stata una delle strade principali. Dal momento in cui questa proposta dovesse divenire realtà c’è solo da sperare di riuscire comunque a vendere, altrimenti saremo costretti a spostarci in un’altra zona più favorevole per la nostra attività».

Tra i commercianti in disaccordo si aggiunge anche l’ansia di recuperare il guadagno perso a causa dell’emergenza Coronavirus, accentuato a loro parere da questa “chiusura”. Vista la multietnicità, questo quartiere (denominato del Popol Gióst) è oggi teatro spesso di liti e scontri e in modo meno frequente di aggregazione sociale come, invece, era in origine.

«Sono d’accordo con la proposta dell’assessora Bonvicini – dichiara Giorgia Manzini della biosteria Ghirba della Gabella – Il fatto che le persone possano tranquillamente camminare per la via può essere un modo per interagire tra loro con serenità. Questo genere di misura ha dimostrato, anche in altre parti della città, di essere un vantaggio e di poter finalmente far vivere il quartiere in modo umano. La frenesia di ogni giorno ci porta a pensare solo a noi stessi e a ciò che dobbiamo portare a termine, complice un mezzo come l’auto. Sono fermamente convinta che si possano promuovere gli scambi interpersonali e umani».

Nel frattempo i dissidenti si sono mobilitati, con una petizione che testimoni la contrarietà al progetto e che hanno posto all’attenzione dell’assessora durante l’incontro di ieri sera. —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google