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«Contro il caos sui sentieri ticket nelle zone frequentate»

«Contro il caos sui sentieri ticket nelle zone frequentate»

È la proposta di Giovanelli, presidente del parco, che rilancia anche la necessità di istituire il servizio di mezzi-navetta: «Ma le autorizzazioni ci bloccano»

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Chiamato in causa dall’intervento con cui, nei giorni scorsi, Rosanna Bandieri, una residente, aveva segnalato una situazione molto caotica su alcuni sentieri verso il crinale, affollati da auto che di fatto avevano “intasato” oltremodo il transito, Fausto Giovanelli non si tira indietro nel fornire risposte. «Partiamo da un dato di fatto molto importante – spiega il presidente del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano e coordinatore dell'Area Mab Unesco – rappresentato dalla crescita di attrattività per l'Appennino. Al di là delle tante persone nei weekend, ho saputo che negli ultimi mesi sono state vendute cinque case a Nismozza. Si tratta solo di un piccolo esempio ma estremamente significativo: le persone, dopo il Covid, prendono seriamente in esame la scelta di vivere in montagna, non solo di venirla a visitare. I turisti sono comunque tantissimi, e ci troviamo di fronte a situazioni problematiche, che dovremo gestire nel migliore dei modi per essere degni di questo aumentato interesse. Conosco Rosanna come brava fotografa e grande appassionata del vivere in montagna, anche con una dimensione profonda, e voglio ringraziarla per la segnalazione e per la sua proposta, che è sicuramente di buon senso».

Bandieri ha proposto di istituire fuoristrada-navetta che possano accompagnare i turisti alle località alte, evitando così l'afflusso eccessivo di mezzi su sentieri e strade forestali. «Ha parlato della situazione a Rio Lama – prosegue Giovanelli – ma abbiamo altri punti che presentano problemi simili e altri che iniziano a presentarli: dalla Pietra di Bismantova, dove sta però per ripartire la navetta gratuita nei weekend, a Lagdei sul versante parmense, dal Lago Pranda alla sbarra di Civago, fino a Pratizzano. Dovremo affrontare una situazione alla volta ma credo che in alcuni punti sarebbe necessario non prevedere limitazioni di accesso su tutto l'arco della settimana o tutto l'anno, ma in alcuni momenti di particolare "pressione"».

«Le limitazioni – prosegue Giovannelli – possono essere di due tipi: economiche e normative. Intendo il pagamento di un corrispettivo per accedere ad alcune zone, per limitare gli accessi che potremmo definire “marginali”, non programmati, e che porterebbe all’accumulo di risorse per introdurre un servizio di trasporto. Inoltre il “pricing” di alcune zone ne denoterebbe anche il valore e il rispetto richiesto per accedervi. Inoltre sarebbe da introdurre un accesso contingentato, finché ci siano posti disponibili senza intasare il passaggio. Una volta terminati subentrerebbe la navetta. Da parte nostra intendiamo anche lavorare sulla promozione di alcuni punti del territorio che sono altrettanto belli rispetto a quelli più conosciuti, ma vedono pochissimi visitatori, e aumentare il numero di vie di accesso così da arrivare a una migliore distribuzione».

Conclude Giovanelli: «Non siamo ancora riusciti ad introdurre servizi di questo tipo perché ci sono difficoltà oggettive: la proprietà delle strade, che sono spesso comunali o gli usi civici, e noi come Parco non possiamo certo imporne la chiusura. C'è poi il tema delle autorizzazioni al trasporto pubblico, che sono tutt'altro che facili da ottenere: i tentativi fatti in questo senso non si sono mai concretizzati. La direzione delle navette è comunque quella giusta, intendiamo portarla avanti confrontandoci con gli enti locali e i gestori delle attività in quota». —

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