«Il Comune e la Provincia hanno dimenticato la variante»
Alternativa civica: «Sono state finanziate opere stradali di minore importanza il cui carico di traffico non è paragonabile con quello della via Emilia»
SANT’ILARIO
Opposizione all’attacco durante il consiglio comunale di martedì, in cui il gruppo “Alternativa civica per Calerno e Sant’Ilario” ha presentato un’interrogazione relativa alla variante alla via Emilia.
Secondo il gruppo di opposizione, il Comune di Sant’Ilario e la Provincia sono in netto ritardo sul tema della variante di Calerno.
«È un obiettivo su cui si è iniziato a lavorare dai primi anni duemila – ricorda Alternativa civica in una nota –. Nel marzo 2016 Comune e Provincia hanno approvato un protocollo d’intesa che prevedeva lo svolgimento di studi tecnici propedeutici all’approvazione del progetto definitivo dell’opera, destinata a ospitare il traffico a media percorrenza dell’attuale via Emilia, per liberare Calerno da una situazione ambientale e di sicurezza ormai insostenibile».
Gli accordi degli anni scorsi, ricorda Alternativa civica – prevedevano che gli studi venissero eseguiti dalla Provincia e che il Comune contribuisse con 50.000 euro. «Ora si è potuto appurare che quasi nulla di quanto concordato è stato eseguito – continua la nota del gruppo di opposizione – tanto è vero che il Comune non ha nemmeno versato i 50.000 euro di contributo alla Provincia. Sembra che le uniche indagini effettuate siano quelle archeologiche, richieste dalla Soprintendenza nel lontano 2013. Si noti che la Regione si era espressa sulle valutazioni ambientali addirittura nel 2009, mentre il progetto preliminare dell’opera era stato approvato nel 2008».
Per l’opposizione, tutto ciò dimostra che «il Comune e la Provincia hanno dimostrato un sostanziale disinteresse per l’opera. L’unica attività operativa è stata messa in campo per realizzare una rotatoria sulla strada provinciale che da Calerno va al casello autostradale. Un’opera che non cambia in nessun modo il traffico nel centro abitato e che è funzionale solamente alla cava estrattiva prevista nelle vicinanze».
«Durante il consiglio di martedì – conclude Alternativa civica – l’assessore comunale ha ammesso il ritardo e, per giustificare l’inerzia del Comune e della Provincia, ha cercato di tirare in ballo l’Anas e la Regione. Un richiamo fuori luogo, omettendo invece il fatto che la Provincia ha nel frattempo finanziato diverse opere stradali di ben minore importanza rispetto alla via Emilia. Per rimanere in Val d’Enza, le ultime sono state la variante di Barco, per sei milioni di euro, e il sottopasso alla ferrovia Reggio-Ciano sulla provinciale Reggio-Montecchio, per quattro milioni di euro. Quale altra strada in provincia ha un carico di traffico, anche pesante, paragonabile a quello della via Emilia? Perché la variante di Calerno è stata costantemente dimenticata per tanti anni? Comune e Provincia devono fare un serio esame di coscienza, smettere di vendere fumo ai cittadini e fare della variante di Calerno una priorità a livello provinciale, perché lo richiede una situazione ormai insostenibile per il centro abitato». —
Daniela Aliu
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