Il Gattaglio non vuole morire e resta in attesa di risposte
REGGIO EMILIA
Non solo via Roma e via Paradisi. Nell’elenco delle grane che l’amministrazione comunale è chiamata a risolvere c’è anche il ponte del Gattaglio, di cui la Gazzetta si è occupata diffusamente nei giorni scorsi. Una passerella che sormonta il torrente Crostolo e mantiene in vita un intero quartiere. E che, chiusa “quasi” in sordina ormai dal 10 aprile scorso per lavori di verifica strutturale e manutenzione, difficilmente riaprirà in tempi brevi. È quanto ha lasciato intuire anche l’assessore ai Lavori pubblici, Nicola Tria, annunciando due giorni fa che «entro la fine della prossima settimana comunicheremo ai cittadini quali interventi sono necessari e i passi da fare».
Un impegno preso dall’amministrazione di fronte alla protesta dei residenti, che senza passerella si sentono tagliati fuori dal resto della città, spingendoli a celebrare un vero e proprio necrologio nel quale sottolineano che «per coloro che vivono al Gattaglio questo ponte rappresenta tanto. È il passaggio che tiene viva la socialità e la comunità di uno dei quartieri popolari più storici di Reggio. È il collegamento che mantiene viva la micro-economia del quartiere, composta da bottegai e lavoratori dipendenti che forniscono un servizio per guadagnarsi il pane. È il contatto con gli anziani della zona, che attraversandolo hanno la possibilità di muoversi senza percorrere troppa strada». E ancora: «Il Gattaglio non deve morire!».
Costruito nel dopoguerra, il ponte unisce il quartiere con via Zanichelli e via Premuda: doveva essere riaperto il 15 maggio, dopo l’eventuale manutenzione, ma invece è comparso un cartello che ne decreta la chiusura fino al prossimo 30 settembre. —
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