Il progetto definitivo arriva in Comune ma sulla tangenziale il comitato va avanti
Il sindaco: «Ora si convochi presto la Conferenza dei servizi» Il fronte unito dei cittadini contro la bretella chiama la Ue
RUBIERA
«Il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha provveduto a trasmetterci, su nostra reiterata istanza, il progetto definitivo della tangenziale di Rubiera, redatto dalla società concessionaria dell’opera AutoCS. I soggetti interessati ed aventi diritto ai sensi della legge 241, possono presentare richiesta di accesso, ovviamente per quanto concerne il nostro territorio. Naturalmente stiamo studiando a nostra volta tutta la corposa documentazione che comprende studi di impatto acustico e relative barriere, analisi paesaggistiche, ambientali, geologiche. Ci sono persino i segnali stradali. Un’opera davvero imponente e importante. Avanti».
L’annuncio – via Facebook, come ama fare – arriva dal sindaco Emanuele Cavallaro. Oggetto: l’opera che Rubiera attende da decenni per alleggerire il traffico sulla via Emilia. Ovvero la tangenziale di Rubiera, le cui sorti sono legate alla bretella Campogalliano-Sassuolo. «Il progetto definitivo non ci era mai stato trasmesso – spiega il primo cittadino – Abbiamo fatto istanza al ministero delle Infrastrutture e alla presidenza del Consiglio, e la scorsa settimana ci è stato inoltrato. Ora è a disposizione dei consiglieri comunali e di tutti coloro che sono interessati dal passaggio dell’opera. Da parte nostra, ci metteremo al lavoro, verificando eventuali problemi metro per metro». «Quello che emerge è che il ponte sul Secchia rientra nello stralcio modenese della bretella. Dove sono già partite le lettere di esproprio», una buona notizia, per Cavallaro. Che ora guarda alla convocazione della Conferenza dei Servizi: «Siamo fiduciosi e auspichiamo che sia il prima possibile». Sull’altro fronte, quello dei comitati, la “battaglia” non si ferma. Nel Reggiano, è il Comitato Agricoltura Ambiente, che lotta specie contro il tracciato del progetto definitivo nel territorio di Reggio. «Ma con gli altri comitati abbiamo da tempo stretto un fronte comune, siamo 15 – ricorda il presidente, Giorgio Bonaccini – Ci siamo rivolti al parlamento e alla Commissione europea perché stiamo parlando di un progetto di 30 anni fa e un proseguimento dell’A22 che in quel tratto passa da classe A a classe C, per quanto riguarda la sicurezza. Le lettere di esproprio? Nessuno ha ricevuto niente». —
El.Pe
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