La città “sorvegliata” da 169 telecamere Le ultime undici nell’area industriale
Sono in corso i lavori a Mandrio e San Martino Piccolo Malavasi: «Una scelta fatta per garantire la sicurezza»
correggio
Difficile a Correggio commettere un’infrazione stradale e sfuggire agli occhi elettronici. Difficile anche passarla liscia se non si sono pagati assicurazione e bollo, o anche – nel settore più legato alla sicurezza – fuggire dopo aver commesso un crimine e non essere ripresi, prima o poi, da una delle telecamere di sorveglianza installata dentro e ai varchi della città.
Sì, perché Correggio, è protetta da qualcosa come 169 telecamere, delle quali 115 di contesto (gli occhi elettronici che riprendono quel che accade) e 54 telecamere Ocr, ovvero quelle in grado di leggere il numero di targa di un veicolo in transito, all’interno di una inquadratura. E le ultime 11 telecamere del “pacchetto sorveglianza” il Comune le sta installando in questi giorni.
«I lavori – spiega la sindaca Ilenia Malavasi – termineranno entro agosto. Questa volta abbiamo deciso di collocarle al varco ad Est della città, in direzione Carpi, l’area meno sorvegliata di Correggio, fino ad ora».
Le ultime 11 telecamere Ocr “copriranno” le frazioni Mandrio e San Martino Piccolo, con particolare attenzione al villaggio industriale correggese, situato alle porte di Carpi. In particolare, saranno quattro i varchi muniti di videosorveglianza da qui a poche settimane: quattro telecamere verranno installate sulla rotatoria di via Corradini, via Libertà e via Unità d’Italia. Altre due saranno collocate in via dell’Oratorio, due all’ingresso di via della Costituzione e tre all’intersezione tra viale Europa e via per Carpi. Costo di quest’ultima tranche di lavori: poco più di 41.000 euro, con altri 89.000 complessivi spesi per il progetto “Patto per la sicurezza urbana”, che è già partito nel 2012.
«Nel caso delle telecamere Ocr che stiamo collocando in questi giorni – prosegue Malavasi – si è trattato di un esigenza sentita, in particolare, dagli industriali che hanno insediato le aziende in quella zona e con i quali ci siano incontrati, ovviamente prima del periodo di lockdown. Si tratta solo del primo passo per migliorare la sicurezza di quella porzione di territorio: il progetto complessivo, che si è fermato a causa dello stop imposto dalla pandemia, prevedeva anche l’implementazione dell’illuminazione e la messa in sicurezza delle strade. Lo riprenderemo più avanti». Per quanto riguarda invece le altre 158 telecamere, «si è trattato di una scelta fatta anni fa – conclude la sindaca di Correggio – per migliorare nel complesso la sicurezza dei cittadini. Tutte le telecamere sono collegate alle centrali dei carabinieri e della polizia locale in modo da poter agire in maniera coordinata. E, devo dire, che i risultati spesso si sono visti». —
C.O.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
