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La sede della Protezione civile in due capannoni sequestrati

Andrea Vaccari
La sede della Protezione civile in due capannoni sequestrati

Sono stati assegnati al Comune dall’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata, provengono dalle operazioni Edilpiovra e Aemilia

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Due capannoni sequestrati alla criminalità organizzata verranno presto destinati alla Protezione civile brescellese. Un passaggio reso possibile dal decreto ricevuto mercoledì dal Comune da parte dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che assegna temporaneamente all’ente locale due edifici confiscati nell’ambito delle operazioni Edilpiovra e Aemilia, e che rappresenta un’azione significativa in un paese come Brescello.

Il Comune individuerà la destinazione “sociale” migliore, e in questo senso sono già stati fatti passi significativi affinché i due capannoni – di ampie dimensioni, situati in via Breda Vignazzi e in via Cisa – possano essere affidati alla Protezione civile. Per concretizzare l’operazione mancano ancora alcuni passaggi, ma la strada sembra tracciata: gli immobili dovranno essere assegnati in via definitiva al Comune (su questo aspetto non sembrano esservi intoppi), poi occorrerà un verbale che autorizzi il passaggio materiale delle chiavi dai curatori (il dottor Alberto Peroni e l’avvocato Rosario Di Legami) al Comune di Brescello, e infine un’accurata bonifica dell’area, in quanto gli edifici sono inutilizzati da tempo.

«Abbiamo preso contezza dei beni – afferma la sindaca Elena Benassi – preso contatto con i curatori e attivato anche la nostra commissione per la legalità. Riteniamo che la destinazione per la Protezione civile sia ideale: sarebbe un traguardo sociale e logistico importante per il paese e per l’associazione stessa, in continua crescita».

Inizialmente era stato ipotizzato di trasferire nei capannoni la caserma dei carabinieri, ma a far decadere questa possibilità è stata la posizione degli edifici (del valore di circa 700mila euro), piuttosto decentrata rispetto al centro. Oggi la Protezione civile ha i propri uffici all’interno del municipio; i mezzi sono ricoverati in un capannone in affitto.

«Viste le dimensioni dei capannoni – prosegue la sindaca – la nuova sede potrebbe divenire una base d’appoggio strategica per il coordinamento provinciale e regionale. Negli ultimi tempi la nostra Protezione civile è diventata un punto di riferimento per la Bassa reggiana, e non solo sul tema del rischio idraulico; ha sviluppato importanti potenzialità e acquisito varie esperienze in varie zone d’Italia. In più, dispone di un macchinario come l’insacchettatrice, particolarmente prezioso in certi frangenti d’emergenza, e può essere sfruttato anche da altre associazioni. Una volta che disporremo dei capannoni, l’attività più impegnativa sarà quella della bonifica, opera onerosa sia in termini pratici che economici, per la quale andremo a caccia di qualche finanziamento regionale. L’intera operazione – conclude la sindaca – è per noi motivo di grande soddisfazione; speriamo di riuscire a completarla in tempi ragionevolmente brevi». —

Andrea Vaccari

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