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CADELBOSCO SOPRA 

«Si evita l’argomento ex Kis e non si rispetta il Consiglio»

«Si evita l’argomento ex Kis e non si rispetta il Consiglio»

Zani all’attacco anche sulla rinuncia al gettone di presenza e sul comportamento di un assessore «seduto sul banco con le gambe a penzoloni» 

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CADELBOSCO SOPRA

Marino Zani, capogruppo di minoranza di “Cadelbosco per tutti”, segnala la difficoltà a parlare in consiglio comunale della ex Kis, stabilimento di Zurco in cui intende insediarsi una nuova azienda. A suo giudizio, sindaco e giunta non vogliono affrontare l’argomento se non attraverso specifiche interpellanze, interrogazioni o mozioni.

«Evitare in modo “chirurgico” (per utilizzare un termine tanto caro a qualcuno) di dare la benché minima informazione in consiglio, nelle “comunicazioni del sindaco”, su tutti gli importanti sviluppi della sx Kis di questi ultimi mesi (il tema più scottante in questo momento per i cittadini cadelboschesi), per dare continuamente queste informazioni alla stampa, non è rispetto delle istituzioni – dice Zani –. E’ scavalcare le istituzioni. Quindi, nessun rispetto del consiglio comunale».

«Il 4 gennaio scorso –prosegue Zani– avevamo chiesto al sindaco un consiglio aperto anche agli interventi della cittadinanza, che per regolamento si sarebbe dovuto svolgere entro 20 giorni da quella richiesta (prima delle elezioni regionali, le chiusure per il Covid sono arrivate a marzo inoltrato). Non è dato ancora di sapere la data, nonostante sia stato fatto presente al prefetto di Reggio la situazione».

Zani afferma poi che nell’ultimo consiglio comunale ha chiesto, con una mozione, «di dare insieme, maggioranza e minoranza, un segnale politico: rinunciare al gettone di presenza per il 2020 e la riduzione delle indennità di sindaco e assessori, per liberare qualche risorsa sul bilancio e andare incontro alle difficoltà del mondo associativo cadelboschese. Un gesto concreto nei confronti della comunità per dare una risposta senza intaccare le previsioni di bilancio. Abbiamo ricevuto come risposta solo giri di parole, richiami alle leggi e scivoloni poco eleganti per dire che non l’avevamo concordata, mentre la mozione è stata presentata 5 giorni prima del consiglio. In più, nessuna telefonata. Ci hanno pure detto che “ci vuole trasparenza”, ma noi avremmo lasciato i soldi nel bilancio, e nel caso concordato assieme le destinazione, e soprattutto che la donazione deve essere volontaria. La mozione è appunto una proposta che va accolta: più volontaria di così... Se si confonde il bilancio comunale con una iniziativa di “beneficenza individuale”, vuole dire che manca la visione politica e soprattutto la prospettiva futura. Si è persa l’ennesima occasione. Peccato».

Zani stigmatizza poi il comportamento di un assessore duramte l’ultimo Consiglio: «Cosa intendiamo per rispetto delle istituzioni? Trovare un assessore seduto con gambe a penzoloni sul banco del Consiglio davanti al sindaco ci da l’esatta immagine di quello che questa amministrazione intende per rispetto delle istituzioni e dei luoghi dove si esercita la propria missione in rappresentanza dei cittadini. La sala consiliare non è il salotto di casa». —

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