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Via Paradisi, i cittadini scendono in strada Protesta in musica contro gli espropri

NICOLE NASI
Via Paradisi, i cittadini scendono in strada Protesta in musica contro gli espropri

I cori dell’Amata Rossa e Casa Bettola si uniscono al Comitato dei residenti per chiedere un confronto pubblico

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REGGIO EMILIA. «Vogliamo un confronto pubblico prima dell’avvio del procedimento di esproprio. Perché il progetto Abitare Solidale 902 possa, anche se in ritardo, diventare davvero una riqualificazione che persegue il bene comune». Queste sono le parole di protesta di Ilic Ferretti, uno dei portavoce della protesta di via Paradisi. A febbraio il Comune di Reggio ha comunicato l’intenzione di riqualificare il quartiere attraverso un vincolo di esproprio su tutte le case dei civici 6, 8, 10, pensato – è l’accusa mossa ora – «senza alcuna consultazione dei cittadini, soprattutto di chi abita le case in questione».

Per far sentire la loro voce, è stato organizzato un evento canoro dai cori dell’Amata Rossa e Casa Bettola e dal Comitato dei residenti, previsto per questa sera alle ore 19 davanti al condominio di via Paradisi 6, a sostegno della richiesta di questi ultimi di un confronto pubblico aperto sul progetto, finanziato dalla Regione Emilia Romagna.

Il concerto di questa sera è nato dall’idea di una ragazza che fa parte del coro Casa Bettola la cui madre vive proprio in queste abitazioni, «a fronte di un mancato dialogo con il Comune, in particolar modo con l’assessore alla Casa di Reggio Emilia Lanfranco De Franco». La parola d’ordine è partecipazione, una richiesta ma anche un modo per coinvolgere la comunità.

L’evento canoro si terrà, infatti, sia sui balconi del palazzo di via Paradisi 6, proprio come accadeva durante il lockdown, divenuto un simbolo di unione, sia sotto il porticato degli stessi; in caso di brutto tempo i cittadini non si fermeranno, ma canteranno letteralmente “sotto la pioggia” nel cortile interno dello stabile; seguirà una diretta Facebook visibile sulla pagina del coro Casa Bettola.

«Non si tratta solamente di un problema di coloro che abitano qui, ma di una intera comunità – spiega Simone Carucci, membro del coro Casa Bettola –. Verranno investiti soldi pubblici e la gente non ne è a conoscenza. Il caso “Via Paradisi” potrebbe estendersi a macchia d’olio anche su altri quartieri. Siamo favorevoli e consapevoli che una riqualificazione debba essere fatta, chiediamo solo di esserne informati direttamente e non attraverso un servizio al telegiornale».

Proprio a partire da questo fatto è stato scritto il testo di una delle canzoni simbolo della protesta, che ripercorre ogni singolo evento dal titolo “Brigante di via Paradisi”.

«Abbiamo visto il progetto e parla chiaramente di esproprio – interviene Ilic Ferretti –. Dovremmo metterci tutti nei loro panni. Ed è per questo che canteremo canzoni dedicate agli ultimi e di impatto sociale, azzardando un mix tra “Canzone Arrabbiata” e il ritornello di “Opera” di Caparezza».

«Con l’inizio dell’emergenza Covid, sembrava che le acque si fossero calmate – fa eco Carucci –. Non possiamo lasciare sole queste persone che dall’oggi al domani si troverebbero senza casa. Il coro stesso esprime chiaramente il valore della partecipazione e del coinvolgimento».

Ieri sera si sono riuniti alcuni residenti per scambiare opinioni e soluzioni.
NICOLE NASI. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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