Allarme della minoranza «Mancate riscossioni per quasi due milioni»
carpineti
«Nel consiglio comunale di qualche giorno fa l’amministrazione di Carpineti ha approvato il consuntivo 2019. Oltre a far rilevare che la quasi totalità delle spese sono state effettuate per lavori pubblici, abbiamo espresso la nostra preoccupazione per la situazione delle spese correnti e la difficoltà a incassare tasse, imposte, tariffe e contributi, anche di anni non recenti». È quanto sostiene una nota di Futuro Comune, gruppo di minoranza in consiglio comunale.
«Nel corso del 2019 – spiegano – il fondo cassa del Comune è passato da circa 840.000 euro a meno di 250.000 con una perdita di cassa di circa 600.000 euro. Il conto economico, come certificato dal revisore, è meno 663.000 euro e per diversi mesi dell’anno si è fatto ricorso alle anticipazioni di tesoreria per procedere ai pagamenti, per un totale complessivo di circa un milione di euro, molto vicino al massimo consentito dalla legge».
«La difficoltà a incassare è certificata non solo dal calo della cassa, ma dall’ammontare di crediti non riscossi che vengono da lontano, per circa un milione di euro. Si tratta, fra le altre cose, di mancate riscossioni di Irpef, Ici-Imu e Tari. Ed è stata l’assessore al Bilancio, pur dicendosi tranquilla, ad ammettere che una parte di quei soldi sarà molto difficile o impossibile da riportare a casa, considerando che l’Agenzia delle entrate, incaricata della riscossione, è riuscita a recuperare solo 1.200 euro e che altre cifre a molti zeri potrebbero essere oggetto di contenzioso legale».
A questi crediti più vecchi si aggiungono quelli del 2019, un altro milione di euro che porta il totale a oltre 2 milioni. «Balza agli occhi – prosgue il gruppo di minoranza – la situazione della Tari. Più di 200.000 euro sono da incassare da prima del 2019 e mancano altri 214.000 euro per l’anno passato, per un’evasione che si attesta sul 27% e che porta il totale a più di 400.000 euro ci crediti da riscuotere». Il 2019 produce, però, anche un avanzo di amministrazione di 500.000 euro «ma si tratta di una somma contabile e non reale, generata in larga parte proprio da quei 2 milioni di crediti. Come se non bastasse – continuano – la situazione di difficoltà dell’incasso, costringe a accantonare quasi tutto l’avanzo come prevenzione per le entrate dubbie, sottraendo di fatto altre risorse al bilancio».
«È vero che gli Enti pubblici non devono fare utile – è il ragionamento – ma a una situazione che meriterebbe già particolare attenzione si aggiunge che il 2020 non è un anno normale. La pandemia ha reso tutto più fragile e imprevedibile, sia per quanto riguarda le spese per la sicurezza, sia per le necessità di famiglie, fasce più deboli e attività produttive che andranno sostenute ancora di più. Affrontarlo, con i dubbi e le incertezze che viviamo – concludono – partendo da questa base, aumenta le nostre preoccupazioni e rende necessaria una vigilanza attenta e puntuale che, come opposizione, abbiamo intenzione di esercitare e sollecitare». Nella stessa seduta di consiglio sono state decise (con il voto contrario di Futuro Comune) le aliquote della nuova Imu che comprende anche la Tasi. «Malgrado la nostra richiesta – sottolinea il gruppo – non è stato inserito nessuno sgravio per le attività produttive». Futuro Comune pubblicherà, a breve, sul sito del gruppo un’analisi più dettagliata del consuntivo 2019. —
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