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Chicchi di grandine come palline da tennis Cento auto danneggiate

Mauro Pinotti
Chicchi di grandine come palline da tennis Cento auto danneggiate

È pesante il bilancio dei danni della tempesta di ghiaccio che ha colpito Fabbrico Le testimonianze: «Sembrava bombardassero». Infiltrazioni a scuola

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Mauro Pinotti

FABBRICO

«È stata una notte infernale. Sono uscito alle 3 per andare in officina e asciugare l’acqua che era entrata. Il cortile sembrava un prato di Wimbledon: era tutto verde tra foglie e rami spezzati dalla tempesta».

la conta dei danni

Alessandro Prandini è il titolare di “Tecnogomma”, una ditta di via Guidotti. Il giorno dopo la violenta grandinata che giovedì, intorno a mezzanotte e mezza, ha flagellato la Bassa e Fabbrico in particolare è l’ora della conta dei danni: a lui i chicchi di grandine, del diametro di quasi 5 centimetri, hanno distrutto i cristalli e danneggiato la carrozzeria della Fiat 500 nuova serie che viene assegnata come auto di cortesia ai propri clienti.

E la sua auto è solo una delle tante di una lunga serie di vetture danneggiate in una sola notte.

In paese, infatti, quelle che erano rimaste parcheggiate sulle vie del centro, hanno subito importanti conseguenze. Il bilancio, stando a quanti si stanno rivolgendo alle carrozzerie della zona, si aggira oltre le 100 auto da riparare tra carrozzeria segnata e finestrini, parabrezza o lunotti colpiti o letteralmente mandati in frantumi.

Colpa di chicchi di grandine che di così grandi da queste parti non se ne erano mai visti. «Sembrava che bombassero – raccontano i residenti – Un quarto d’ora che sembrava non finire».

In via Piave, a un edificio di proprietà della parrocchia – già ammalorato e disabitato – è crollato un pezzo di cornicione, sotto i colpi della grandine. Ieri mattina, la polizia locale dell’Unione dei Comuni della Pianura reggiana ha transennato il tratto interessato dal crollo.

Davanti alla bocciofila del circolo Arci, ancora in via Piave, i segni della tempesta si vedono sui tavolini: bucati, letteralmente, come avvenuto a casa di molti residenti in zona. «Era impressionante vedere la forma di questi grossi chicchi, tutti circondati come da delle punte – racconta un responsabile della bocciofila mentre verificando i danni – Assomigliavano al Coronavirus che fanno vedere in televisione o che stampano sui giornali...».

EDIFICI PUBBLICI

In via Trento 14 c’è la scuola per l’infanzia “27 Febbraio”. Il nubifragio ha causato gravi danni alle alberature del parco. Un’ala della scuola, dove però non vengono ospitati i bambini, è stata allagata. Sul soffitto si notano ancora grosse macchie di umidità. Infiltrazioni d’acqua sono state riscontrate anche al magazzino comunale.

La grandine, inoltre, ha distrutto molti lucernari di abitazioni – in via Bianchini, della serie di villette a schiera praticamente nessuna è uscita indenne – compreso quello della scuola media di via Piave per il quale si è reso necessario l’intervento di alcuni operai del Comune di Fabbrico.

La furia della tempestata non ha risparmiato neppure i semafori all’incrocio tra via XXV Aprile e via Piave dove molte protezioni si sono staccate dalle lanterne.

Nella centralissima via Roma, anche nella giornata di ieri, i vigili del fuoco di Guastalla sono intervenuti per controllare altri lucernari. Su infissi e tapparelle di un’abitazione sono apparsi piccoli buchi come se le finestre fossero state mitragliate, ma in realtà sono state danneggiate dalla grandine.

IL SINDACO

Il sindaco Roberto Ferrari in queste ore, attraverso l’Ufficio tecnico, sta raccogliendo le relazioni e le segnalazioni dei danni ad edifici pubblici e privati. «È presto per fare una conta dei danni e verificare se è possibile se ci sono le condizioni per proclamare lo stato di calamità naturale. Stiamo verificando se ci sono stati danni anche alle colture. Sembra che la striscia di maltempo abbia colpito soprattutto una parte di Fabbrico. Il centro, in particolare».

Il servizio Meteo da Correggio sta cercando di raccogliere più segnalazioni. «A nostro avviso si è trattato di una supercella – spiegano in un post su “Sei di Fabbrico se” – visto anche il tipo di grandine “bitorzoluta” di grandi dimensioni».

È andata meglio nei Comuni limitrofi. Il sindaco di Rolo, Luca Nasi, non ha ricevuto notizia di danni: «Da noi è piovuto molto ma la grandine era di piccole dimensioni. Ma probabilmente, seppur caduta con minore intensità, qualche coltivazione l’ha danneggiata». Anche a Reggiolo è andata meglio. Spiega infatti il sindaco Roberto Angeli: «Notte di lampi e tuoni con pioggia battente, ma solo piccoli chicchi di grandine misti ad acqua». —

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