Gazzetta di Reggio

Reggio

La causa del fenomeno meteorologico 

Colpa di correnti fredde arrivate rapide da nord ma da oggi rasserena

Luciano Salsi

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IL METEO

Si è concentrata su una fascia ristretta, ma vi ha provocato uno sconquasso la grandinata che ieri intorno all’una di notte ha colpito Fabbrico e, con minore violenza, Reggiolo e Rolo. I servizi meteorologici avevano previsto la robusta ondata temporalesca, che ha inondato la pianura reggiana con 30/40 millimetri di pioggia e si è poi spostata sulla bassa modenese e bolognese diminuendo gradualmente la sua intensità. Non era possibile, però, localizzare esattamente le zone.

Il fenomeno è stato provocato, come talora avviene d’estate, da una rapida discesa da nord di correnti decisamente fresche, che si sono scontrate con la cappa di aria rovente che grava sul centro della pianura padana. Si sono così formati i nuvoloni imponenti, detti cumulonembi, da cui si è scatenato un diluvio più rovinoso dei più frequenti temporali pomeridiani. In questi casi l’aria calda e umida, più leggera, viene spinta verso l’alto. La grandine si forma se le correnti ascensionali in un cumulonembo sono abbastanza forti da spingersi fin dove la temperatura è sotto zero. Così accade che un primo nucleo di ghiaccio viene trasportato in su e in giù nella nube, dove si fonde con altri piccoli aggregati di ghiaccio e gocce d'acqua per poi ricongelarsi nuovamente e diventare sempre più grande. Quando le correnti non riescono più a sollevare e trattenere i pezzi di ghiaccio divenuti troppo pesanti, questi cadono a terra con una velocità tale da non fare in tempo a fondersi e da causare perciò danni più o meno ingenti. Si temeva che nubifragi più pesanti ed estesi si verificassero nel pomeriggio.

La protezione civile aveva lanciato l’allerta arancione per le aree di pianura e gialla per la montagna. In realtà nelle ore pomeridiane le cateratte del cielo si sono aperte soltanto sull’Appennino. In quello reggiano i pluviometri hanno misurato 20 millimetri a Castelnovo Monti, 25 a Villa Minozzo e una trentina a Febbio.

Ieri in città il termometro non ha superato i 29 gradi, mentre giovedì ne aveva segnati 32,6. L’Arpa prevede per oggi un progressivo rasserenamento ed un aumento della temperatura, con una minima di 19 gradi e una massima di 32, per domani un ulteriore incremento a 20-33 gradi. —

Luciano Salsi

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