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LA PETIZIONE DEI COMMERCIANTI 

«È stato fatto tutto alle nostre spalle Non lo accettiamo»

I commercianti di Via Roma
«È stato fatto tutto alle nostre spalle Non lo accettiamo»

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Dispiace che l’assessore alla Sostenibilità Carlotta Bonvicini si risenta per un’azione che rientra a pieno titolo nella vita democratica di questa città. Non ci pare proprio che raccogliere firme e mandarle al primo cittadino sia come “lavorare alle spalle”, ma una presa di posizione chiara. Noi commercianti di via Roma avvertiamo una sorta di gioco alle nostre di spalle, potremmo quindi dire a nostre spese, dato che ne va del futuro delle nostre aziende e delle nostre famiglie. Quello che vede un assessore interloquire direttamente soprattutto con alcuni residenti e ricordarsi solo all’ultimo di chi fa vivere quella strada con le proprie attività presidiandola ogni giorno.

Bisogna essere chiari: i commercianti di via Roma sono stati, di fatto, coinvolti marginalmente in una decisione che rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza di una vita di lavoro.

L’Assessore Bonvicini è nuova, ma dovrebbe sapere che la concertazione non è solo una bella parola. Se la si vuol far funzionare, deve essere riempita di contenuti. E non può essere definita concertazione, una convocazione arrivata solo due giorni prima con all’ordine del giorno la dicitura “proposta tecnica di accessibilità”, che la dice lunga sulla volontà di condividere il futuro della viabilità nella nostra strada.

Ovvero tutto già, praticamente, deciso carte alla mano, non è così che si fa.

Sino a quando c’è stato l’assessore ai quartieri Valeria Montanari e l’Assessore al Commercio Natalia Maramotti, i percorsi erano più chiari. Le possibilità di confronto reali. Da circa un anno a questa parte, tutto questo si è perso: prima il lockdown, poi le dimissioni dell’assessore che almeno provava a costruire una relazione con tutte le parti sociali, non solo con residenti che finiscono per esserci solamente nelle ore serali e in quelle notturne.

La diatriba parte da una richiesta presentata dai cittadini su più punti, il primo, legittimo, verte sulla richiesta di maggiore sicurezza e di interventi diretti su situazioni di degrado ormai insostenibili e infine quello sulla viabilità. Ora, perché l’assessore Bonvicini voglia partire da quest’ultimo, per altro non coinvolgendo attivamente tutte le varie realtà commerciali e relative categorie, è da chiarire.

La vicenda dell’estensione della Ztl da via Dante alla Gabella ci riporta a una decina di anni fa, quando lo stile dell’Amministrazione era quello di decidere nelle stanze dei bottoni, e l’unico sforzo era quello di convincere l’opinione pubblica della validità della decisione presa. Questo metodo non ci piaceva allora, e non ci piace oggi.

Via Roma è una delle strade più antiche della città il cui animo risiede da sempre nel commercio e i suoi problemi sono tanti e importanti. Cambiare la viabilità, a maggior ragione inserendo la Ztl è l’ultimo della lista. Non solo, è un’idea che rischia di ghettizzarla ulteriormente con tutte le conseguenze di ordine pubblico e sicurezza che già oggi richiedono interventi, ripetutamente richiesti ma mai effettuati.

Non c'è commerciante di via Roma che non voglia collaborare e impegnarsi nella riqualificazione, lo dimostrano le tante iniziative e manifestazioni realizzate nel corso degli anni, e ben disponibili a valutare "sperimentazioni. Anche se ormai abbiamo capito che "sperimentazione" è il modo che ha preso il comune di farci abituare a una decisione definitiva. Non stupisce quindi il nostro scetticismo, ma da qui ad arrivare a una Ztl siamo ben lontani dall'accettazione. —

I commercianti di Via Roma

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