La passione per Ligabue vince anche il Covid e il copista Baratti rinnova il pellegrinaggio
In isolamento ridà vita a una vecchia porta ispirandosi a 6 noti quadri A Gualtieri il raccoglimento sulla tomba e la visita alla mostra in corso
la storia
TIZIANO SORESINA
Ne ammira da sempre il genio artistico e la vita al di sopra degli schemi, da qui la decisione di saperne sempre di più di Antonio Ligabue, cercando di “respirarne” ambienti, frequentazioni, temi pittorici affrontati.
Una ricerca che ha portato da tempo il 71enne Fulvio Baratti – di San Benedetto Po (Mantova) – a misurarsi pure lui con pennelli e colori, ma categoricamente ispirato da opere celebri e meno celebri del talentuoso Toni. Una devozione al “suo” artista che si esprime – ogni anno – anche con una visita in cimitero a Gualtieri, dove il pittore è sepolto. Un tour che Baratti si concede fra argini, golene e nel caso anche con una puntata nella mostra del momento. Un “rito” consolidato ma bruscamente interrotto in questi mesi dal Coronavirus che piega ma non spezza il copista e la sua famiglia. Una dura esperienza, da cui Fulvio saprà uscirne con tanto coraggio e grazie anche alla ritrovata voglia di dipingere nel solco di Ligabue. La folgorazione giusta gli arriva da una vecchia porta trovata in discarica, divenuta pian piano la rappresentazione di sei opere piuttosto note di Toni, con gli autoritratti come filone portante e l’immancabile tigre con le fauci spalancate.
Un omaggio artistico che ha riempito le tante giornate a casa, in isolamento, fino alla completa guarigione. Ormai l’anniversario della morte di Ligabue (27 maggio) è trascorso, ma non dimenticato nel cuore del suo grande ammiratore che sabato, accompagnato dalla moglie Eva Benatti, riesce finalmente a rinnovare tutti i contenuti del suo personalissimo pellegrinaggio: la visita ad un luogo che fu d’ispirazione per Ligabue, l’arrivo alla tomba e relativo raccoglimento che personalizza con un cappello di paglia illustrato alla Toni, l’approdo alla rassegna in corso a Palazzo Bentivoglio. L’arte che emoziona. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
