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castelnovo, Indagine Lapam Confartigianato 

«Scommettere sul digitale per far ripartire la montagna»

La banda ultralarga è ancora lontana da una copertura adeguata  Le Mpi sono il 99,5 delle aziende, il 27,4% di chi abita i territori è over 65

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CASTELNOVO MONTI

«Le piccole imprese rappresentano la spina dorsale del Paese, ma nel nostro Appennino ancora di più. A fronte di questo mancano ancora infrastrutture non solo fisiche ma anche digitali all’altezza e lo spopolamento del territorio fa sì che i giovani siano percentualmente meno rispetto al resto della provincia, mentre per gli anziani vale il discorso opposto. Se si vuole rilanciare l’Appennino occorre partire da questi dati». Lapam Confartigianato commenta così una approfondita indagine sull’economia del territorio montano che a Reggio Emilia conta 10 Comuni, pari al 23,8% dei totale della provincia e all’ 8% dei Comuni montani dell’intera regione.

Nei Comuni montani reggiani le micro-piccole imprese (Mpi) sono 3.560 e rappresentano il 99,5% dell’intero tessuto imprenditoriale. Nel dettaglio, il 95,7% sono micro imprese con meno di 10 addetti e il 3,9% sono piccole imprese con 10-49 addetti. Rispetto ai Comuni non montani si osserva un maggior peso delle micro imprese (95,7% Comuni montani tre punti in più di quelli non montani) che trova spiegazione anche nella conformazione del territorio. Nella montagna di Reggio Emilia lavorano in micro-piccole imprese l’84,9% degli addetti, quota superiore di 18,4 punti rispetto alla quota rilevata nei territori non montani.

«Tra i driver della ripartenza – sottolinea Lapam – figura il digitale, a maggior ragione nella fase della difficile ripartenza dalla pandemia. Per permettere a imprese di tutte le dimensioni di poter essere competitive e di poter superare la difficile crisi Covid-19, lo sviluppo delle infrastrutture digitali oggi più che mai ha una rilevanza fondamentale».

Un dato tra tutti che consente di cogliere il fenomeno è quello relativo alla quota, in regione, di famiglie dei Comuni montani con connessione ultralarga a velocità di almeno 30 Mbps (il 57,8%), inferiore di 13,8 punti rispetto ai Comuni non montani, mentre al contrario la quota di famiglie con connessione di almeno 100 Mbps si attesta al 43,6% nei territori montani e al 34,2% in quelli non montani. Nella provincia di Reggio Emilia le famiglie connesse in banda ultralarga a velocità di almeno 30 Mbps sono pari al 20% e per velocità superiore ai 100 Mbps sono il 7,6%.

Infine una considerazione rispetto alla demografia del territorio montano. Al 2019 nel territorio montano reggiano pesano per il 29,7% gli under 35 (-5,4 punti rispetto all’area non montana). La situazione opposta si coglie confrontando le quote di popolazione con 65 anni o più con il 27,4% rispetto al 21,1%.

«A fronte di tale dato – conclude Lapam Confartigianato – meritano di essere avanzate alcune riflessioni che riguardano la ripartenza, perché se è vero che la scommessa principale verte sul digitale, è anche vero che per vincerla sono necessarie competenze che permettano di sfruttarne al meglio tutte le opportunità». —

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