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«Simbolo reggiano che testimonia la nostra vocazione a città europea»

Leonardo Grilli
«Simbolo reggiano che testimonia la nostra vocazione a città europea»

Per concludere il progetto sono serviti mesi di trattative La soddisfazione del sindaco: «Non ci siamo mai fermati»

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«Ci saremo sentiti almeno cento volte in questi mesi». Nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto sulla “nuova” Mediopadana è questa una delle frasi più ripetute.

Una battuta certo, ma sottolineata più volte a rappresentazione di un percorso di confronto costruttivo ma lungo e difficile che, ieri, ha finalmente portato alla firma ufficiale sul progetto di valorizzazione della fermata Av di Reggio. Un dialogo che non si è fermato nemmeno durante la crisi del Coronavirus e che ha coinvolto principalmente tre attori, tutti presenti nell’atrio della stazione: l’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile, il sindaco di Reggio, Luca Vecchi e l’assessore a Bilancio e Appalti pubblici, Alex Pratissoli, vicesindaco e assessore a Rigenerazione e Area Vasta.

«Questa è una scommessa vinta – ha esordito Vecchi – e ci sono voluti mesi per il raggiungimento di questo accordo. Avrò chiamato l’ingegner Gentile almeno un centinaio di volte mentre Pratissoli e i tecnici del Comune hanno lavorato incessantemente e silenziosamente per portare il tutto a compimento».

La Mediopadana, ha aggiunto il sindaco, «è simbolo della vocazione europea della nostra città, ci connette a livello nazionale e internazionale, come una spina dorsale, a quelli che sono i principali nodi urbani di una grande comunità: le città. I grandi progetti come questo, per essere realizzati, hanno bisogno di alcune virtù importanti: immaginazione e competenza per essere intuiti delineati, tenacia e finanche caparbietà per essere realizzati. Credo che tutto questo sia avvenuto per la nostra stazione, grazie alla costante e certo indispensabile collaborazione di Rete ferroviaria italiana e Gruppo ferrovie dello Stato».

I beni comuni, ha concluso il sindaco, «necessitano di cura, come e più di altri. E il cammino della Mediopadana non si è fermato, neppure sotto questo profilo, che coincide ora con l’aggiornamento e il potenziamento dei servizi ad essa dedicati e che costituiscono i contenuti dei due accordi, con Rfi e con Terminal One, segno di una proficua interazione fra pubblico e privato».

Visibilmente soddisfatto lo stesso Gentile che ha ricordato, con malcelato entusiasmo, quando «l’8 giugno del 2013 ero qui per inaugurare questa stazione. Quel giorno inaugurammo anche l’Av di Bologna ed era un momento storico, il completamento di quella prima fase che era il sistema dell’Alta velocità in Italia». Da quel giorno, ha sottolineato il vertice di Rfi, le cose sono molto cambiate: «Oggi l’area di catchment (il bacino di utenza, ndr) della Mediopadana riguarda quasi dieci milioni di persone. Il 65% dei viaggiatori sono liberi professionisti, imprenditori o impiegati, il 42% si muove per lavoro, il 48% ha fra i 18 e i 34 anni mentre il 78% degli utenti arriva in auto».

Da qui la spinta a investire anche “fuori dai binari” con il finanziamento da parte di Rfi «della viabilità e del sottopasso» esterni all’area di pertinenza della stazione.

I tempi entro i quali saranno conclusi i lavori sono invece stati chiariti dall’assessore Pratissoli, che ha dichiarato «la fine del 2021» come la data entro cui si punta a «chiudere il cantiere».

Un focus sul trasporto su ferro a velocità “normale” è stato fatto, infine, dall’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini: «Nei prossimi due anni metteremo 55milioni di euro per elettrificare le tre linee ferroviarie di competenza regionale che attraversano la provincia di Reggio, sostituendo anche i treni con dei mezzi più efficienti, ecologici e sicuri». —

Leonardo Grilli

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