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quattro castella, il processo 

Vendeva la cocaina in piazza 52enne condannato a otto mesi

T.S.

Confermato l’obbligo di dimora per Antonio Castelli che 7 anni fa era finito nel mirino della legge come uno dei componenti della banda del buco in banca

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QUATTRO CASTELLA

Usava l’auto per fare le consegne di droga, e nel marzo scorso era stato pizzicato dai carabinieri di Quattro Castella durante lo scambio cocaina-denaro con un cliente.

Con l’accusa di spaccio, i militari avevano arrestato il 52enne Antonio Castelli – brindisino residente in paese, difeso dall’avvocato Federico De Belvis – e l’attività investigativa aveva portato al sequestro di alcune dosi di cocaina, il denaro provento dello spaccio e strumenti per la pesatura delle dosi. I due sono stati anche denunciati per il mancato rispetto delle restrizioni anti-coronavirus.

Giudicato – di recente – con rito abbreviato (quindi con sconto di pena di un terzo), il 52enne è stato condannato a 8 mesi reclusione, con la conferma dell’obbligo di dimora e del divieto di uscire di notte.

Pesano i precedenti penali, perché Antonio Castelli era già finito nel mirino degli inquirenti sette anni fa, come componente della banda del buco, specializzata in assalti nelle banche.

I fatti di droga risalgono al pomeriggio del 18 marzo scorso. Verso le 17.30 una pattuglia di Quattro Castella, durante l’attività di controllo del territorio, nel transitare nella centralissima piazza Garibaldi notava un uomo, a piedi, nei pressi della piazza, che veniva avvicinato da una Fiat Punto con a bordo una sola persona, cioè Antonio Castelli.

Il conducente si era fermato e consegnava al pedone un piccolo involucro bianco. Contemporaneamente l’acquirente lanciava dentro l’abitacolo dell’auto delle banconote. Visto lo scambio, i militari intervenivano bloccando i due: sulle gambe del conducente i militari trovavano 70 euro in contanti (una banconota da 50 e una da 20). Il pedone, invece, in mano aveva la dose di cocaina appena ricevuta, del peso di 0,70 grammi.

Nel prosieguo dei controlli, il pusher consegnava un’altra dose di cocaina nascosta nella tasca della giacca e il suo smartphone, dal cui esame venivano trovate le conversazioni tra spacciatore e acquirente.

La perquisizione nell’abitazione del 52enne portava al sequestro di tre bilancini elettronici. Scattava così l’arresto per il reato di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. —

T.S.

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