ADESSO AVANTI CON IL RILANCIO DELLA CITTÀ
segue dalla prima
In un’occasione venne addirittura data per imminente l’apertura di un volo di linea fra Reggio e il Sud con la compagnia AirOne; nel pomeriggio del giorno medesimo, interpellato sui tempi di apertura di questo volo, l’ufficio stampa della compagnia stessa dichiarò di ignorare che a Reggio Emilia esistesse un aeroporto.
Lo spazio per tutto questo è finito, adesso c’è solo il tempo dell’agire concreto, e questa sembra la strada intrapresa con l’ambizioso, ma utile e realizzabile, progetto della rinnovata stazione Mediopadana, che permetterebbe alla città di farsi trovare pronta al continuo rinnovamento delle tecnologie.
Un treno che corre a 300 orari oggi è perfetto, un domani non troppo lontano potrebbe già essere obsoleto; una stazione adeguatamente attrezzata e al passo con i tempi sarebbe pronta ad accogliere le nuove sfide del trasporto pubblico nella sua veste più pratica, economica e anche ecologica, visto che nessuna amministrazione – dal comitato di quartiere al governo nazionale – può più prescindere nelle proprie scelte dalla tutela dell’ambiente.
Le sirene della politica di piccolo cabotaggio continuano a cantare, anche se le paurose difficoltà economiche rendono impensabile disperdere energie e soprattutto soldi che non ci sono più.
La richiesta parmigiana di una ulteriore stazione alle Fiere ha finito per cadere nel nulla, per la sostanziale mancanza di un perché. La stessa ministra delle infrastrutture, non potendo dire apertamente un no, ha finito per fare emergere dubbi tali da rendere la proposta non più ricevibile.
Il problema piuttosto è un altro, quello sì da studiare con urgenza: con quali mezzi si può rendere migliore e veloce l’arrivo alla Mediopadana da Parma e dalle altre città vicine? E, di rimando, quali strumenti devono essere approntati perché le Fiere di Parma diventino sempre più attrattive anche per privati e aziende reggiane? Quanto tempo ci vorrà perché dalla Bassa (e quindi anche dalla provincia di Mantova) e dalla zona di Scandiano e Sassuolo ci siano collegamenti ferroviari frequenti, veloci, diretti e certi per la Mediopadana?
Queste sono scelte che vanno oltre la volontà del Comune di Reggio, per le quali occorre una programmazione che impegni politica ed economia a tutto campo.
Il percorso intrapreso con la Mediopadana deve a questo punto essere solo il primo punto di una serie di scelte non più procrastinabili, complesse al punto da non potere essere risolte nell’arco della vita di un consiglio comunale.
L’evento di lunedì a Mancasale ha rischiato di essere oscurato da un episodio di cronaca: solo per un puro colpo di fortuna il crollo di un enorme albero ai giardini pubblici non ha causato vittime. Se sotto quella pianta qualcuno ci avesse rimesso la vita, tutte le novità della stazione sarebbero passate in secondo piano e si sarebbe parlato di un episodio di mala amministrazione.
La caduta dell’albero e lo scampato pericolo possono essere utilizzati come rampa di lancio per decisioni finalmente strutturali circa il destino di un pezzo di centro che ha perso l’anima.
Piazza della Vittoria è al momento l’angolo meno attraente di Reggio Emilia, uno spiazzo di asfalto e niente più che sbatte contro la bellezza dei giardini pubblici. Il plateatico del teatro Ariosto, a parte l’attuale cantiere, è offeso dalla presenza di una enorme grata metallica; sotto i portici dell’Isolato San Rocco può capitare di trovarsi in mezzo a regolamenti di conti fra bande di minorenni; la fontana non ha dato i risultati estetici che si speravano. A fronte di questo, urgono decisioni coraggiose per riappropriarsi del territorio.
Allo stesso modo, se è ancora valido lo slogan che dice che Reggio è la città delle persone, c’è bisogno di volontà ma anche di velocità per togliere di mezzo il degrado di quei quartieri della prima periferia che più di altri hanno pagato scelte sbagliate o lo scotto di decisioni mai prese.
Che il muro di via Ramazzini sia ancora in piedi è incomprensibile a chi non è un burocrate; che ancora esista il ghetto delle Reggiane è inaccettabile per chi crede nella dignità umana. Bisogna fare in modo che il rilanciodella Mediopadana sia solo il primo passo verso il rilancio di tutta una città. —
andrea mastrangelo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google