Gazzetta di Reggio

Reggio

I punti nascita in provincia non riapriranno fino a ottobre

NADIA VASSALLO* ; capogruppo consigliare Castelnovo ne’ Cuori

La capogruppo consiliare di Castelnovo ne’ Cuori interviene dopo la lettera scritta dalla dottoressa in pensione Diana Salvo  

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La LETTERA

NADIA VASSALLO*

La lista civica Castelnovo ne’ Cuori ritiene molto importante e aderente alla realtà la riflessione della dottoressa Diana Salvo, ex direttore di Medicina Nucleare dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, da 8 anni in pensione, nella quale criticava la gestione Nicolini.

Aggiungiamo che ieri i medici di base sono stati incaricati tramite mail di avvisare le partorienti che i punti nascita chiusi in provincia non riapriranno fino al prossimo 30 settembre, senza fornire alcuna giustificazione per questa inaspettata decisione.

Ora se c’è un motivo, questo non dipende più dall’emergenza Covid 19 dei mesi scorsi ma, andando a senso logico, da quello che potrebbe succedere da ora in avanti. Di fatto oggi la Ausl reggiana, senza fornire spiegazioni e obiettivi, continua ad adottare provvedimenti sospensivi che passano di temporaneo in temporaneo. Ciò significa per i punti nascita una riorganizzazione capoluogo-centrica e per le altre prestazioni ambulatoriali e i ricoveri il demandare sempre più al privato, anch’esso centralizzato a in città.

Siamo molto perplessi da una politica della sanità regionale che brilla per faraonici investimenti edilizi e non riesce più ad attrarre risorse mediche qualificate, perdendole a favore del privato. La sanità deve tornare ad essere un servizio per i cittadini e non solo un motore di spesa pubblica vuota al suo interno.

Pubblichiamo per sintesi i contenuti della lettera della dottoressa Salvo.

“Ritengo che queste celebrazioni di plauso all’operato dell’ex direttore Nicolini non rendano giustizia al reale sentire di tutti coloro che hanno vissuto ed operato per la crescita e che ora ne vivono la decadenza.

Si fa riferimento nello specifico a:

- la perdita di rapporti democratici all’interno, mancanza di dialettica e demotivazione del personale;

- la perdita di attrattività della struttura ospedaliera per le professionalità medico-chirurgiche che anziché entrare escono. Drammatica situazione di mancanza di professionisti nei settori Pronto Soccorso e Anestesia Rianimazione, con conseguenza sulle attività correlate;

- le prestazioni ambulatoriali oltre i tempi stabiliti dalle norme regionali e crescente esternalizzazione ai privati;

- l’emergenza Covid 19 ha spostato gran parte dell’attività chirurgica sulle Case di Cura della città. Ora che si sta tentando di tornare alla normalità, comunque, non riprende l’attività di chirurgia vascolare, urologica, toracica e protesica ortopedica con il conseguente inutilizzo di un intero comparto operatorio e del relativo personale infermieristico;

- i concorsi primariali disertati dagli esterni per profili richiesti troppo personalizzati.

Occorre quindi smettere con i toni autocelebrativi e avviare fin da subito una riflessione sugli obiettivi di sanità di alto livello – conclude la dottoressa Diana Salvo – che dia soddisfazione ai cittadini e ai professionisti”. —







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