Il saluto del prefetto uscente a Reggio Emilia: «Un territorio ricco di senso civico e coesione»
Maria Grazia Forte, prefetto di Reggio Emilia dal 2017, saluta i reggiani prima del suo trasferimento a Siena
REGGIO EMILIA. Il prefetto Maria Grazia Forte, su decisione del ministero dell’Interno, assumerà a breve un nuovo incarico come prefetto di Siena: al suo posto subentrerà l’attuale prefetto di Macerata, Iolanda Rolli. Quando è arrivata a Reggio, il 24 maggio 2017, la Forte era al primo incarico come vertice della prefettura. E ora, saputo del suo trasferimento, nelle sue parole c’è il ringraziamento alla comunità reggiana e il ricordo per le sfide affrontate.
Che effetto le fa lasciare un territorio che è stato per lei il primo vero banco di prova come prefetto?
«Il mio arrivo è stato per me una sfida personale e professionale, era l’inizio di una nuova esperienza di più elevato livello. Carica del peso della responsabilità, ho trovato un territorio e delle istituzioni che mi hanno accolto in maniera inaspettata, una professionalità e disponibilità davvero fuori dal comune».
In tre anni sono state molte le sfide da affrontare.
«Sì. La prima è stata quella della prevenzione e del contrasto alla criminalità organizzata, proseguendo con l’attività incisiva portata avanti dai miei predecessori. Assieme alle forze di polizia è stato svolto un lavoro eccellente che ci ha permesso di essere incisivi contro alcune aziende».
Particolarmente critico è stato poi lo scandalo corruzione nell’ufficio immigrazione della prefettura. Una vicenda non facile, a pochi mesi dal suo arrivo.
«Abbiamo dovuto affrontare la riorganizzazione di un settore delicato come quello della gestione dei rapporti con gli stranieri, consideri che sono circa 77mila quelli residenti in provincia e il lavoro della prefettura è importante soprattutto in merito alla documentazione necessaria alla loro permanenza. Siamo stati colpiti da questa attività illegale che si era sviluppata in un nostro ufficio e che è fortunatamente cessata grazie all’intervento delle forze di polizia. Non sono mai abbastanza le attività anti corruzione, le turnazioni nei ruoli e le verifiche necessarie per la trasparenza e il funzionamento corretto dell’attività amministrativa».
Com’è stato il suo rapporto con le istituzioni e le forze dell’ordine?
«Mi sento di ringraziare le forze di polizia che hanno risposto sempre in modo puntuale e anche con il nuovo questore stiamo lavorando bene ad esempio sulla zona delle Reggiane. Un ringraziamento va anche alla Protezione civile e infine ai sindaci. Senza la loro collaborazione, anche durante l’emergenza Covid, non saremmo arrivati a ottenere i risultati che abbiamo ottenuto. Sono soddisfatta e tranquilla perché so che ci sono dei rappresentanti che hanno dimostrato di essere molto attenti al territorio».
A Reggio non ha solo lavorato, ma anche vissuto. Cosa le resterà umanamente di questa esperienza?
«La cultura reggiana è quella della grande disponibilità, che si manifesta anche nel condividere le tante delizie locali della tavola. Venendo da Roma, dove la convivialità è importante, l’ho apprezzato molto. Questo è un territorio ricco di senso civico e coesione davanti ai problemi».
Con la Rolli vi siete già sentite?
«Sì, conosco il prefetto Rolli per esperienze passate e so che arriva una persona di elevata professionalità e caratura. E poi è una donna, e sono contenta anche di questo».
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