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Premiati gli studenti del Gobetti per i lavori sulla strage di Bologna

Adr.Ar.
Premiati gli studenti del Gobetti per i lavori sulla strage di Bologna

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SCANDIANO

Premiati per il loro lavoro di ricerca sulla strage di Bologna. Anche nell’anno delle distanze forzate, l’istituto scolastico Gobetti di Scandiano ha completato con successo la propria partecipazione al concorso d’idee “Bologna ore 10.25 - Rimetti a punto le lancette della memoria”, promosso dai Comuni di Casalgrande e Scandiano e dalle famiglie delle vittime dell’attentato esplosivo del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna.

Quel giorno, tra le 85 vittime, morirono anche due abitanti della zona: il 24enne casalgrandese Vittorio Vaccaro e la madre Eleonora Geraci di Scandiano, 46enne. Da dieci anni a questa parte le amministrazioni comunali organizzano il concorso per ricordare uno dei momenti più cupi – e mai veramente chiarito, inchiesta dopo inchiesta – della storia repubblicana italiana, perché lo rielaborino con disegni, poesie, canzoni, video e fotografie. Nel 2020 non è stato possibile allestire la consuete cerimonia in presenza, ma la commissione ha valutato comunque tutti i lavori, ritrovandosi via internet in una data non casuale, il 25 aprile, per la discussione.

Il primo premio, con contributo economico di 500 euro, è andato alla seconda R Ipss. Al secondo posto è arrivato Lorenzo Rivi della quinta J dell’Iti informatico, che ha ottenuto un sostegno di 300 euro. Terza classificata è Carolina Armonti della terza M del liceo linguistico, che riceverà 200 euro.

Gli organizzatori, sperando di poter comunque recuperare a settembre il momento pubblico, hanno ringraziato Adele Incerti e Maria Vaccaro, parenti delle vittime, l’assessore Marco Cassinadri scandianese, Elisa Davoli e il presidente del consiglio comunale casalgrandese, e la professoressa Mara Barbieri, che ha coordinato la commissione.

«Grazie, infine, a tutti i nostri studenti e ai loro insegnanti, poiché sono l’espressione del fatto che la storia non si archivia, non si dimentica, ma costituisce la più preziosa risorsa cui fare riferimento perché orrori come quello del 2 agosto 1980 non si verifichino mai più», concludono dal Gobetti. —

Adr.Ar.

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