L’Ovile fattura 15,9 milioni I dipendenti salgono a 369
I numeri del 2019 stilati dalla cooperativa le fanno guadagnare il titolo di realtà più rilevante del settore tra quelle di Coonfcoperative
Luigi Vinceti
REGGIO EMILIA
L’impegno nel mondo del sociale, motivazione lodevole per l’aiuto che si offre a tanta gente in difficoltà, può rivelarsi anche uno stimolo capace di far brillare i rendiconti economici.
Ne dà concreta testimonianza la cooperativa reggiana L’Ovile che lo scorso anno ha segnato numeri decisamente eloquenti con il più alto fatturato della propria storia – tanto da farla diventare la più rilevante realtà di settore nella galassia delle Confcooperative – ed ha raggiunto la quota di 369 occupati.
Nel 2019 L’Ovile ha sfiorato i 15,9 milioni di fatturato ed ha aumentato del 15% le persone impegnate con la presenza di una percentuale del 43% di lavoratori svantaggiati certificati (ossia 157 unità). «Questa prerogativa – sottolinea il presidente Valerio Maramotti – è da noi sostenuta sin dal 1993, caratterizza il lavoro della cooperativa ed è la principale soddisfazione della nostra attività». Lo scorso anno il 30,8% dei lavoratori de l’Ovile (191 sono soci lavoratori, pari al 60% della compagine sociale che è formata anche da 71 soci volontari e altrettanti soci sovventori) è stato impegnato nel settore ambientale, nella manutenzione del verde ed in attività agricole, mentre il 22,7% ha operato nel campo delle pulizie, il 17,07% in lavorazioni industriali e il 13,28% nell’ambito della salute mentale, carcere, mediazione linguistico culturale e accoglienza femminile. «Questi – precisa il presidente – sono gli ambiti nei quali abbiamo registrato le maggiori crescite grazie anche alla collaborazione con ben 39 imprese del nostro territorio ed al rafforzamento delle politiche riguardanti il sostegno di fragilità psichiatriche, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente (con quasi il 6% dei lavoratori impegnati in “Ecosapiens” ramo d’azienda che gestisce 64 ettari di aree naturali con quasi 15.500 accessi in un solo anno), i servizi riguardanti la giustizia riparativa e il sostegno alla detenzione ed inclusione di ex detenuti». Proprio su questo versante l’Ovile ha siglato, nello scorso novembre, una nuova convenzione con l’ufficio di esecuzione penale esterna (Uepe) e la Caritas diocesana di Modena, estendendo così anche oltre Secchia un servizio che è già ampiamente consolidato nella nostra provincia. Nell’accoglienza dei richiedenti asilo (in flessione nel 2019 per il minor numero di persone accolte e per la riduzione della retta giornaliera riconosciuta dalla Prefettura) è stato impegnato il 10,54% dei lavoratori e ponendolo così a capofila della rete che include le cooperative sociali Coress, La Vigna e Madre Teresa.
Il bilancio di sostenibilità della cooperativa sociale reggiana rileva infine un risparmio di oltre 413.000 euro per la pubblica amministrazione grazie all’inserimento al lavoro di persone svantaggiate e prive di autonomia quali: invalidi, disabili psichiatrici, carcerati e tossicodipendenti.
Il presidente Maramotti segnala che il rafforzamento delle attività è sancito anche dai 213.000 euro messi a riserva e destinati al consolidamento patrimoniale de L’Ovile ed ha coinciso con l’aumento del ricorso a fonti energetiche rinnovabili, tanto che tutta l’energia elettrica acquistata proviene da queste fonti mentre, tramite il coogeneratore interno, è stato eliminato il ricorso al metano per il riscaldamento e offerta la possibilità ai dipendenti di usufruire della ricarica di auto elettriche. —
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