Sequestrate 126 pecore al pastore Tarantola
Brescello
Sono 126 i capi ovini sottoposti a sequestro cautelativo sanitario (in attesa di essere sottoposti alle relative analisi sulle malattie trasmissibili) a seguito di un’operazione condotta martedì in un’azienda agricola di Brescello dai carabinieri del Nas di Parma, in collaborazione con i colleghi di Brescello e Servizio veterinario Ausl. All’interno dell’azienda gli uomini dell’Arma hanno rinvenuto complessivamente 126 capi ovini tenuti in spregio a un’ordinanza comunale del 2018 che ne vieta l’allevamento e il pascolo a causa di un focolaio di brucellosi. Al termine degli accertamenti, il titolare dell’azienda agricola, Salvatore Tarantola, è stato quindi denunciato per il reato di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Non è la prima volta che il pastore brescellese finisce nei guai. Il primo sequestro risale al 2016, in quanto sulle pecore di sua proprietà era stata riscontrata la brucellosi. All’uomo, all’epoca, era stato contestato il reato di diffusione di malattie infettiva degli animali e dell’uomo – che non aveva rispettato un’ordinanza del Comune di Brescello – visto che avrebbe introdotto nuovi esemplari di ovini in un allevamento ovocaprino posto sotto sequestro amministrativo dall’autorità sanitaria nel giugno dello stesso anno. Proprio nel 2016 i Comuni di Guastalla e Brescello erano stati teatro di un blitz articolato che vide al lavoro polizia municipale, forestale di Gualtieri e vigili del fuoco. Da lì, si era parlato di 150 pecore che potevano rischiare l’abbattimento. Già allora si era parlato di esemplari che potevano aver contratto la brucellosi, malattia dell’ovino trasmissibile all’uomo attraverso il consumo di latte contaminato. L’avvocato difensore di Tarantola, Noris Bucchi, non intende rilasciare commenti, in attesa di poter visionare gli atti. —
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