Addio Mario, il barista reso celebre dalle canzoni di Ligabue
È morto a 80 anni il barista più famoso d’Italia grazie al rock targato Correggio. Ora il mondo della musica è in lutto
SAN MARTINO IN RIO. «Mario dà un colpo di straccio al banco del bar». L’immagine evocata dalla canzone di Luciano Ligabue racchiude molto di più di un semplice gesto. Racchiude un personaggio divenuto il barista più famoso d’Italia grazie al rock targato Correggio.
Ed è un personaggio del quale il mondo della musica nazionale piange la scomparsa. Si è spento, ieri, a 80 anni, Mario Zanni: titolare del bar dove Liga & Co. si rifugiavano dopo ore e ore in sala prove, a Lemizzone.
È la metà degli anni Ottanta: la carriera del rocker di Correggio è agli albori quando la storia di Zanni si intreccia a doppio filo con la sua e i suoi cavalli di battaglia che canterà innumerevoli volti sul palco, davanti a migliaia di persone, macinando tappe in tutta Italia.
Mario è dietro al bancone quando Liga e i suoi arrivano, ogni sera: suona con gli Orazero, a San Martino in Rio. Non è famoso e gli strumenti per le prove sono posizionati in una stalla, dimora, una volta, di un torello.
Mario è il punto fermo, rassicurante: la meta della band di provincia non ancora balzata agli onori delle cronache, che «manda tutti a nanna e poi chiude il bar».
Da lui, Luciano e soci si rifugiano per consumare cibo e acqua dopo le interminabili sessioni con gli strumenti.
«Tiravo lo gnocco fritto e tenevo in fresco le bevande – aveva dichiarato Mario, ricordando quei momenti, in un’ intervista alla Gazzetta del 2015 – Liga beveva Coca Cola, veniva con la fidanzata di allora. C’era anche Claudio Maioli, manager storico di Luciano, anche lui insieme alla sua ragazza. Parlavamo di musica, tanta musica. In quel periodo Luciano faceva il ragioniere in una ditta di pelletteria e da subito abbiamo legato perché aveva un carattere molto alla mano, mite, buono. Ma allo stesso tempo determinato nell’inseguire i suoi obiettivi».
Con Mario vicino prendono forma i “sogni di rock’n roll” del Liga. E rimane lo stesso di sempre, anche quando il suo bar inizia a diventare meta di “pellegrinaggio” laico dei fan del Liga, il cui successo cresce negli anni: un mosaico sociale che unisce persone di diversa estrazione provenienti da tutta Italia.
I fan non hanno cessato le visite nemmeno dopo il trasloco dal bar di via Forche, nel 2001. Mario aveva continuato, insieme alla moglie Cordiana, a dare una mano alla figlia Elisa al Piccolo Bar di via della Resistenza. «Ci vediamo da Mario, prima o poi», di «Certe notti», è la strofa alla quale il barista era più affezionato, mentre mostrava, fiero, le foto autografate di Luciano, accanto alla cassa. In una di queste c’è scritto: «Al vero bar Mario», visto il moltiplicarsi di insegne con lo stesso nome, raggiunta la notorietà. Ed erano tanti anche quelli che chiedevano una posa con lui, con Mario. Tra le incursioni più curiose, c’è quella di una suora di Macerata: lo ha scovato e raggiunto per chiedergli un autografo sulla chitarra.
Il funerale si svolgerà oggi alle 15 dalla Casa Funeraria Rossi di via Don Borghi alla chiesa parrocchiale dove è previsto un grande afflusso di amici e dove sarà celebrata la messa. Mario lascia la moglie Cordiana, i figli Elisa, Valeria e Nazareno, la nuora Elena, i nipoti Leonardo, Eleonora e Leonardo. —
Serena Arbizzi
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