Condannato a quattro anni per il ricatto con foto hard
Un 29enne estorce 36.000 euro all’ex amante della sua fidanzata La reggiana di 33 anni ha scelto il rito ordinario e sarà processata a parte
castelnovo monti
«Paga altrimenti tua moglie saprà, perché le mostreremo foto e video compromettenti». Questo il ricatto subìto da un 40enne abitante in un Comune montano che, per evitare che la relazione extraconiugale venisse svelata, è stato costretto ad accettare le richieste estorsive del fidanzato della sua ex amante, al quale ha sborsato, nell’arco di qualche mese, qualcosa come 36mila euro in contanti.
L’iter giudiziario si è concluso ieri in tribunale a Reggio Emilia: il 29enne, fidanzato dell’ex amante dell’uomo ricattato, è stato condannato per il reato di estorsione a quattro anni con il rito abbreviato, a fronte di una richiesta da parte del pm Giulia Stignani di 4 anni e 8 mesi. La pena leggermente inferiore si spiega con il fatto che il giudice Dario De Luca ha depennato l’aggravante di aver agito in più persone.
L’avvocato difensore del 29enne, il legale Danilo Pichierri dello studio Cataliotti, ha chiesto l’assoluzione dell’imputato sostenendo che nella ricostruzione lacunosa non sia stata raggiunta la prova che lui abbia commesso il fatto.
La ex amante 33enne, invece, ha scelto una diversa strategia processuale: chiamata a rispondere dello stesso reato, ha scelto il rito ordinario e sarà processata in separata sede. Si difenderà a dibattimento. La vittima, che non si è costituita parte civile, non era presente alla lettura della sentenza.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 40enne aveva intrattenuto una relazione extraconiugale con la 33enne reggiana, terminata nell’agosto 2015. L’incubo per l’uomo, con figli e benestante, iniziò alla fine del 2018 quando la ex amante lo contattò tramite il suo profilo social chiedendogli il numero di telefono perché, disse, l’aveva perso. Nella stessa giornata il 40enne ricevette una telefonata da parte di un uomo che, dichiarandosi fidanzato della sua ex amante, lo minacciò di riferire alla moglie della relazione che i due avevano avuto. In seguito, nel febbraio 2019, sono iniziate le richieste estorsive che hanno avuto come primo risultato la consegna di mille euro. Il 40enne pensava così di aver comprato il silenzio, ma si sbagliava.
Sebbene la donna lo avesse chiamato per scusarsi dell’accaduto, il 40enne nei giorni successivi è stato nuovamente contattato dal 29enne, al quale, anche a seguito di una serie di minacce, l’uomo ha consegnato la cifra complessiva di 36mila euro, in diverse tranche da mille-duemila euro, tra febbraio e aprile dell’anno scorso.
E le richieste sono proseguite ancora, fino al luglio, quando il 40enne, esasperato, ha deciso di chiedere aiuto ai carabinieri. Le indagini avviate hanno consentito di ricostruire i fatti nel dettaglio, ravvisando, a carico della coppia, elementi di colpevolezza. Da qui l’accusa per il reato di estorsione.
Il 29enne è stato presente ad una sola consegna di denaro brevi manu, assieme alla fidanzata e all’ex amante, mentre nelle volte successive la vittima ha lasciato i soldi in un posto concordato.
Resta da chiarire se quei video e quelle foto esistessero davvero o se fosse tutto un bluff. Infatti il materiale hard al centro della vicenda non compare agli atti del processo: forse la coppia sotto accusa ha cancellato le foto o non le ha mai avute in mano. Ma per il giudice l’estorsione è avvenuta. —
Ambra prati
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