In 26 locali del centro arrivano i supervisori dell’intrattenimento
REGGIO EMILIA
Alla fine di maggio aveva suscitato polemiche la proposta di reclutare in Italia sessantamila “assistenti civici”, volontari impegnati a controllare il rispetto delle regole per prevenire il contagio da coronavirus. La patrocinavano molti sindaci, primo fra tutti quello di Bari Antonio Decaro, presidente Anci, ma si erano levate molte voci contrarie. Ora queste figure entrano in campo nella nostra città con la qualifica di “supervisori dell’intrattenimento”. Da questa sera si metteranno a disposizione di 26 esercizi pubblici del centro per dare un supporto nella gestione dei flussi e degli accessi alle distese, svolgendo anche un ruolo di informazione sulle modalità corrette di utilizzo dei dispositivi di sicurezza, come le mascherine, e sul rispetto del distanziamento fisico.
Gli addetti avranno altresì il compito di sensibilizzare in merito all’uso civile degli spazi, al decoro dei locali e delle loro pertinenze, per prevenire atteggiamenti incivili tali da indurre disagio o disturbo ai residenti. Gli esercenti di questi locali, particolarmente frequentati nelle ore serali e notturne, hanno aderito alla sperimentazione proposta dall’amministrazione comunale in collaborazione con Prefettura e Questura. Per ora ne è prevista l’attuazione in due venerdì, oggi e il 17 luglio. Il nuovo servizio inizierà alle 21.30 e terminerà verso le 2.30. I “supervisori” saranno persone qualificate e provenienti da appositi elenchi depositati in Prefettura. Gli addetti, in tutto una dozzina, saranno riconoscibili mediante un tesserino e lavoreranno in collegamento tra loro e con le forze dell’ordine, che continueranno ad essere presenti e a presidiare le zone, ciascuno secondo le rispettive competenze.
Il progetto prevede che sei supervisori siano collocati in piazza Fontanesi, uno in via del Guazzatoio, uno in piazza XXIV maggio, due in via San Carlo e altrettanti in piazza San Prospero, uno infine in via Emilia Santo Stefano e via Caggiati. Il Comune ha promosso la sperimentazione in questa fase di ripartenza in cui la riapertura deve essere conciliata con il mantenimento delle misure precauzionali volte a scongiurare assembramenti e condotte irresponsabili. In certi casi si sono ripresentate scene di una movida incontrollata. La scommessa è che questi comportamenti non si ripetano. L’amministrazione vi punta tramite il confronto e la collaborazione con associazioni e operatori economici, compresi i gestori delle attività di somministrazione ed intrattenimento. —
Luciano Salsi
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