Le norme anti Covid rallentano l’ingresso all’ufficio immigrazione
REGGIO EMILIA
In questi giorni chi transita da viale Piave ha notato lunghe file all’esterno dell’Ufficio rinnovo permessi di soggiorno della questura, con tante persone sotto il sole cocente. Si tratta di code dovute a una riorganizzazione complessiva di via Dante alla luce delle nuove disposizioni per il Covid, come ha spiegato il capo di Gabinetto, Domenico De Iesu.
«Sono diverse le sale d’attesa della struttura – ci dice – quella per le impronte, per i rifugiati politici e i richiedenti asilo, per l’ufficio armi e licenze, per l’ufficio passaporti e nulla osta per i minori, per l’ufficio denunce. In base alla legge 81/08 sulla sicurezza dei luoghi di lavoro che impone ai datori di effettuare una valutazione dei rischi alla luce dell’emergenza sanitaria in atto, tutte le sale d’attesa sono state oggetto di esame di una Commissione».
Perciò, prosegue, il questore Giuseppe Ferrari «a tutela sia del personale sia degli utenti, e al termine di un mese di incontri e sopralluoghi con il funzionario medico della polizia di Stato, ha fissato la capienza massima di queste sale d’attesa: c’è un limite di ingressi. Se nella sala d’attesa dell’immigrazione, la più grande che abbiamo, prima ci stavano 200 persone, adesso possono entrare 5-10 persone in tutto, il che significa che le altre 190 devono restare all’esterno».
I disagi per la fila e soprattutto per il caldo, in pieno luglio, «sono innegabili, ma si tratta di un sistema governato. Oltre alle transenne e ai segni per terra per far rispettare le distanze e oltre alla distribuzione di mascherine, in accordo con il Comune sono state attivate delle associazioni di volontario che vigilano sull’ordine e forniscono assistenza alle persone, consentendo di andare in bagno a chi ne ha la necessità e soprattutto consentendo un ingresso preferenziale a determinate categorie: anziani, donne incinte o con bambini passano per primi».
I volontari sono le “sentinelle”. In più, continua il dirigente, «degli agenti di polizia, due per l’ufficio immigrazione e uno per l’ufficio passaporti e armi, hanno il compito di piantonare l’ingresso e fanno da raccordo con i colleghi, raccogliendo le necessità esposte dai volontari».
Quella in corso è la terza settimana di attività dell’ufficio permessi di soggiorno, che deve recuperare i mesi di chiusura causa pandemia.
«L’accesso adesso è solo su appuntamento telematico – prosegue De Iesu – Sappiamo in anticipo quante persone arriveranno e gli utenti sanno che, se sono giovani e in salute, dovranno aspettare. Nonostante le file esterne, l’affluenza è più ordinata e organizzata di prima, tanto che non abbiamo ricevuto alcuna lamentela da parte degli utenti».
Qualche protesta, invece, è arrivata dai cittadini costretti ad aspettare per sporgere denuncia: «Chi ha subìto il furto di una bici non comprende che deve attendere perché altri reati più gravi hanno la precedenza. A tal proposito consigliamo ai reggiani di recarsi, anziché in via Dante, al posto di polizia di via Turri, dove il servizio è davvero rapido e dove l’amministrazione ha messo a disposizione un parcheggio riservato proprio davanti alla porta». —
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