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Banca Centro Emilia chiude con un utile di 3,26 milioni il suo anno da record

Banca Centro Emilia chiude con un utile di 3,26 milioni il suo anno da record

Approvato dai soci il miglior bilancio degli ultimi otto anni  Il presidente Accorsi: «Un impegno davvero straordinario»

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REGGIO EMILIA

I soci di Banca Centro Emilia – che solo a Reggio conta più di 8mila soci e oltre 15mila clienti – approvano un utile di 3,26 milioni, il più alto degli ultimi 8 anni, chiusi sempre in segno positivo e con valori che confermano il rafforzamento patrimoniale della banca, a un anno dall’incorporazione del Credito Cooperativo Reggiano. Un’assemblea che si è svolta nella sala del cda di Corporeno (nel Ferrarese), alla presenza del rappresentante designato, per l’impossibilità di riunire, nel rispetto delle norme anti-Covid, centinaia di soci in un unico spazio.

IL COMMENTO

«È mancata la presenza fisica ma non la partecipazione convinta dei soci – dice il presidente Giuseppe Accorsi commentando i 483 voti espressi a favore del bilancio 2019 e degli altri punti all’ordine del giorno fra cui la nomina a consigliere dell’imprenditore agricolo centese Stefano Gallerani – sarebbe stata l'occasione istituzionale per rendicontare un anno di straordinario impegno».

LA FUSIONE

Il 2019 ha sancito la fusione fra due Bcc distanti territorialmente e con modi di affrontare il mercato diversi, la banca ha lavorato per uniformare il modello di servizio recuperando redditività ed efficienza, lo testimonia l’incremento del margine da servizi del 4,3% nonostante i tassi ai minimi storici, senza chiudere filiali, al contrario, assumendo personale ed il livello di consulenza. Scelte “controcorrente” nel panorama bancario caratterizzato da piani industriali che prevedono tagli di costi mediante la chiusura di sportelli.

I CONTI

Il bilancio 2019, con i suoi 3,26 milioni di utile, supera di oltre un milione il risultato di fine 2018, ed i soci approvano la proposta di distribuzione dell’utile d’esercizio che prevede, come da Statuto, la destinazione a fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di una quota non inferiore al 3% (pari a 97 mila euro), oltre a 50 mila euro destinati a iniziative benefiche. La distribuzione del dividendo, nella misura dell’1,2%, viene differita a ottobre tenendo conto delle raccomandazioni della Bce sulla distribuzione di dividendi nel corso della pandemia. «La fusione – commenta il direttore generale Giovanni Govoni – ha inciso sulla dotazione patrimoniale ma i nostri Ratios indicano il buon livello di patrimonializzazione: il Common Equity Tier One sale dal 13,19% del 2018 al 14,55% di fine 2019 e con l’apporto dell’utile realizzato al 15,70% del 31 marzo 2020; ed il Total Capital Ratio è al 17,40%, un valore ben al di sopra delle previsioni normative».

Il progetto

La banca ha perseguito nell’atteggiamento prudente accantonando ai fondi rischi per fronteggiare il deterioramento del credito e portando le coperture ai livelli più alti della categoria: 71,36% sulle sofferenze e circa il 62,5% sul credito deteriorato totale. Risultati che consentono di affrontare con basi solide le incognite derivanti dall’emergenza sanitaria. Anche su questo fronte la banca non ha fatto mancare il suo sostegno trasmettendo al Fondo di Garanzia delle Pmi quasi 1.000 richieste di garanzia a valere sulle misure del “Decreto Liquidità”. Stando ai dati forniti dal Medio Credito Centrale, le oltre 250 Bcc italiane hanno istruito oltre il 15,7% del totale delle pratiche inviate al Fondo, nonostante detengano il 7,5% della quota di mercato degli impieghi in Italia. Evidente il contributo per rendere disponibili a famiglie, imprese e professionisti le misure previste da Governo e Parlamento per mitigare l’impatto dell’emergenza sanitaria. —

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