Gazzetta di Reggio

Reggio

reggiolo 

Rinviato lo sfratto dei Pelizzola “per motivi di ordine pubblico”

M.P.
Rinviato lo sfratto dei Pelizzola “per motivi di ordine pubblico”

Alle 9 ieri mattina l’ufficiale giudiziario si è presentato in azienda con i carabinieri Oltre a Cristina e Amedo ha trovato attivisti anti-sfratto, un senatore e il sindaco

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIOLO

Lo sfratto alla famiglia Pelizzola-Valenza è stato rinviato “per motivi di ordine pubblico” ipoteticamente a settembre, anche se una data precisa non è stata fornita.

Ieri mattina, alle 9, come annunciato, si è presentato al cancello dell’azienda agricola di via Pandelici 32 l’ufficiale giudiziario insieme a numerosi carabinieri di Reggiolo e Campagnola la cui presenza è stata estremamente discreta e collaborativa.

Il fabbro, chiamato per cambiare le serrature, è rimasto seduto sul suo furgone senza fare nulla. Non sono mancate discussioni animate tra le persone dietro al cancello chiuso con una catena e l’ufficiale giudiziario, il comandante dei carabinieri di Reggiolo, maresciallo Sandro De Monaco, spesso intervenuto per fare da paciere.

Non c’è stato un vero e proprio sit-in da parte dei proprietari. All’interno dell’azienda erano presenti gli avvocati di parte Margherita Pellecchi di Mantova, che assiste Cristina Valenza, e Angela Benedetti di Modena che assiste l’azienda agricola di Armando e Amedeo Pelizzola. In più erano presenti il senatore Daniele Pesco (M5s), presidente della Commissione bilancio del Senato e Sergio Bramini insieme a Luisa Catellani e Claudio Pifferi della Federazione per la giustizia europea. Bramini, tra l’latro, è il firmatario dell’omonima legge che difende gli sfrattati.

È stato lui, inizialmente a tenere testa all’ufficiale giudiziario e a discutere animatamente, ma senza essere offensivo, con carabinieri e ufficiale giudiziario. Bramini si è appellato all’art. 560 della sua legge e all’ordinanza del tribunale di Reggio che vietava procedimenti di sfratto fino al primo settembre. Ma dietro il cancello, a difendere la famiglia Pelizzola-Valenza non c’erano solo avvocati o attivisti, c’erano anche semplici cittadini e perfino don Francesco Avanzi, parroco di Reggiolo oltre a una simpatizzante arrivata da Modena.

All’improvviso sono stati allertati i medici soccorritori, presenti sul posto con automedica e ambulanza per assistere Cristina Valenza, che, a causa della forte tensione, stava collassando. Per fortuna la donna si è ripresa poco dopo.

Intorno alle 10 sono arrivati sul posto il sindaco Roberto Angeli e il tenente colonnello Luigi Regni, comandante della Compagnia di Guastalla accompagnato dal maresciallo Vincenzo Milazzo, comandante della stazione. Dopo varie telefonate, alle 11, la situazione si è risolta, in modo istituzionale, con l’intervento del sindaco Angeli che si è accordato con la Prefettura per rinviare lo sfratto.

Per Amedeo e Cristina un sospiro di sollievo. Nel corso di questi due mesi si potrà capire, tra udienze ancora da dibattere e indagini da concludere, chi avrà torto o ragione sulla correttezza dell’asta e sulla vendita dell’immobile ristrutturato con i fondi per la ricostruzione post-sisma. —

M.P.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google