A 3 anni dall’incidente arriva il risarcimento alla famiglia Reggiani
RUBIERA
A tre anni dalla tragedia arriva il risarcimento per la morte di Mauro Reggiani, 73enne di Carpi investito e ucciso da un autotreno condotto da M.G., 61enne residente nel Vicentino, mentre percorreva la SP85 nei pressi di Rubiera in sella alla sua bicicletta.
La famiglia della vittima è stata assistita da Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato in casi di incidente stradali con sedi in tutta Italia.
Era la mattina del 9 marzo 2017 quando, durante un giro in bicicletta, Mauro Reggiani si trovava a Fontana di Rubiera. Mentre percorreva la rotonda all’inizio del paese, però, fu prima urtato e successivamente travolto dall’autoarticolato guidato dal camionista vicentino.
Camion e bicicletta procedevano nella stessa direzione di marcia quando ad un tratto il lato destro del tir urtò il ciclista, che cadde a terra finendo sotto una ruota.
Inutili i soccorsi: Mauro Reggiani morì sul colpo a causa delle gravissime lesioni riportate. È bastato l’urto tra l’autoarticolato e la bicicletta: l’impatto è risultato fatale, nonostante la bassa velocità di entrambi i mezzi.
Dalla perizia del consulente tecnico nominato dal tribunale, Silvano Simoncini, è emerso come la vittima, percorrendo la rotonda, abbia leggermente stretto la curva verso sinistra, finendo per essere urtato dall’autotreno e per perdere l’equilibrio. D’altra parte, fosse stato più prudente, il conducente del mezzo pesante non avrebbe dovuto sorpassare la bicicletta in quel tratto di strada, perché le imponenti dimensioni del mezzo non permettevano la manovra in sicurezza.
«Il processo penale si è concluso ieri – sottolinea Michele De Bona, responsabile della sede Giesse di Modena –. Considerato che non è stata attribuita alcuna responsabilità penale al conducente dell’autotreno, siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto per quanto riguarda il risarcimento del danno ai famigliari. La perdita di Mauro non potrà mai essere colmata, ma aver comunque ottenuto una somma più che soddisfacente, nonostante l’esito del processo penale, è un piccolo inizio per superare questo grande dolore». —
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