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«È morto in un luogo che amava tanto»

C.O.
«È morto in un luogo che amava tanto»

La figlia di Enzo Fornasari, stroncato da un infarto al mare «Un uomo onesto, un gran lavoratore». Domani i funerali

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«Mio padre è morto in un luogo che amava moltissimo. Dove si era comprato una casa e dove gli piaceva trascorrere il suo tempo». Simona, figlia di Enzo Fornasari, l’ex imprenditore di Cadelbosco Sopra morto per un malore mentre era in acqua a Lido di Dante, nel Ravvennate, non appena ha saputo della tragedia – avvenuta verso le 10 di venerdì mattina – è corsa dalla madre Maria Teresa e dal figlio più piccolo di 11 anni, in vacanza con i nonni, per assistere e aiutare i famigliari.

«Siamo sconvolti – dice – ma cerchiamo di trovare la forza di andare avanti e soprattutto di riuscire a portare, prima possibile, mio padre a casa per il funerale».

Cosa che non dovrebbe avvenire prima di domani, lunedì. Enzo Fornasari, ex socio della For Green di Cadelbosco Sopra, ditta che commercializza impianti per giardinaggio e fitofarmaci, era in vacanza con la moglie e il nipote più piccolo (il fratello maggiore ha 16 anni) già da qualche giorno. Aveva scelto Lido di Dante come “buen retiro”, e lì andava ogni volta che poteva. Venerdì mattina, come sempre, è sceso in spiaggia con il nipote. La moglie li avrebbe raggiunti dopo pochi minuti. Mentre il ragazzino giocava con gli amici, Enzo è entrato in acqua e ha iniziato a passeggiare nei pressi del bagnasciuga, dove l’acqua non è alta più di un metro. La giornata era calda, il mare calmo. Nulla lasciava presagire quello che sarebbe accaduto da lì a pochi istanti. Enzo ha avuto un malore – probabilmente un infarto, come ha stabilito l’ispezione compiuta ieri all’ospedale di Ravenna, ordinata dal pm che ha coordinato gli accertamenti – ed è morto praticamente sul colpo. È stato il bagnino del Bagno Smeraldo, dove i Fornasari hanno l’ombrellone, ad accorgersi di quel corpo che galleggiava a una cinquantina di metri dalla riva. È accorso, lo ha trascinato a riva e ha iniziato le operazioni di rianimazioni, poi proseguite, senza risultato, dal persone volontario e medico delle ambulanze. Per Enzo non c’è stato nulla da fare. «Era un uomo buono, onesto e un gran lavoratore – dice ancora Simona – per questo era molto conosciuto in paese. Lo ricordo sempre impegnato nella sua attività, e anche quando la malattia, il Parkinson, gli ha impedito di continuare il lavoro ed è dovuto andare in pensione, è rimasto un uomo attivo e piano di interessi: incontrava gli amici per giocare a carte, andava al mare, seguiva il calcio da vero appassionato del bel gioco. Ma soprattutto amava infinitamente la sua famiglia. Alla quale ha dedicato tutta la sua vita». Ora il paese, in lutto, attende il rientro di Enzo Fornasari per il funerale a cura delle onoranze funebri Tedeschi, previsto per domani alle 16 nella chiesa parrocchiale. —

C.O.

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