Gazzetta di Reggio

Reggio

«I nostri sogni rock and roll li facevamo nel bar di Mario»

Luca Giuseppe Murrone
«I nostri sogni rock and roll li facevamo nel bar di Mario»

Gli Orazero ricordano le notti con Ligabue, che dice «Ciao Marietto, grazie» Il parroco: «Aveva la capacità di accogliere con un’attenzione per tutti» 

3 MINUTI DI LETTURA





SAN MARTINO IN RIO

«Ci vediamo da Mario prima o poi». Una frase resa celebre dal rocker correggese Luciano Ligabue, che rimarrà sempre nei ricordi di tutti, anche a San Martino in Rio. Il Mario cantato da Ligabue è Mario Zanni, che si è spento venerdì scorso all’età di 80 anni. Diventato uno dei baristi più famosi d’Italia, Mario Zanni era molto conosciuto e stimato anche a San Martino, paese nel quale viveva e al quale era molto affezionato.

Ieri pomeriggio, al suo funerale nella chiesa parrocchiale di San Martino, hanno partecipato numerosi amici, parenti e conoscenti che si sono uniti, commossi, al dolore della moglie Cordiana, dei figli Elisa, Valentina e Nazareno, della nuora Elena e dei nipoti. A celebrare il rito funebre è stato il parroco nonché cugino del barista, don Romano Zanni, che durante l’omelia l’ha ricordato così: «Era una persona molto aperta e aveva un cuore molto grande. Aveva la capacità, un po’ per il mestiere e un po’ per il suo animo, di accogliere e avere un’attenzione per tutti. Non dava molto importanza alla notorietà avuta dopo l’uscita della celebre canzone di Ligabue. Non si vantava di questa fama».

Il suo bar, nato con il nome di “bar River” e poi – dopo la notorietà data dall’uscita del pezzo di Luciano Ligabue – trasformato in bar Mario, era un punto di riferimento per tutti. Anche lo storico fans club di Ligabue prende il nome di “Bar Mario”, e proprio il locale di Zanni è stato meta di visite di tantissimi curiosi ed estimatori del rocker che, da tutta Italia, sono venuti a San Martino in Rio per immortalare il barista.

A ricordarlo, attraverso un post su Facebook, è stato lo stesso Luciano Ligabue, che ha condiviso un video in dialetto reggiano, girato negli anni ’90, nel quale si vede il barista che dice, mostrando la sua carta d’identità: «Io sono Mario. Questo è il mio bar ed è una balla che Ligabue dice che il bar Mario non esiste e che erano tutte fantasie». A corredo del video, il messaggio di Liga: «Ciao Marietto. Grazie. Ora riposati».

La notizia della morte di Zanni ha fatto il giro del web e molti fans di Luciano Ligabue hanno espresso parole di cordoglio e commozione. Sono stati tanti a condividere sui social il brano “Bar Mario” e le foto dei fans di Ligabue proprio con Zanni, che era diventato – fino al 2001, anno di trasloco del bar – punto di riferimento e meta di “pellegrinaggio” di tantissimi fans di Ligabue.

Al funerale erano presenti anche gli Orazero, storico gruppo con il quale Luciano Ligabue ha iniziato la carriera, composto da Roberto “Bobbi” Bartolucci, Alberto “Imo” Imovilli, Bruno “Trico” Pederzoli e Paolo “Sisi” Signorelli. Iei gli Orazero hanno voluto omaggiare il loro amico e punto di riferimento. A qualsiasi ora finivano le prove nella sala di Lemizzone, Ligabue e gli Orazero, andavano lì, da Mario, era lui era pronto ad accoglierli.

«Lui era di San Martino come noi – racconta Alberto Imovilli, batterista degli Orazero – ed era molto accogliente, molto disponibile. Lui aveva un bar sulla strada e noi tornavamo, dopo le prove, da Lemizzone. Mario era sempre lì. Ci accoglieva in maniera paterna. Ci dava la possibilità di mangiare, di notte, e soprattutto ci dava lo spazio per parlare. Eravamo giovani e avevamo tanti i sogni. I famosi “sogni di rock’n roll” li facevamo lì, proprio nel suo bar. Ci trovavamo sempre, anche con Luciano, proprio da Mario, perché lì ci sentivamo protetti. Come si fa a dimenticare una persona alla quale hai voluto bene?». —

Luca Giuseppe Murrone

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google