Reggio Emilia, le Sentinelle in piedi occupano la piazza: «Legge pericolosa»
Presidio contro il disegno di legge Zan sulle discriminazioni: «Dopo una pandemia l'emergenza non è l’omotransfobia»
REGGIO EMILIA. «Una legge ingannevole e soprattutto pericolosa». Così durante il presidio organizzato ieri mattina in piazza Prampolini dal gruppo cattolico conservatore delle Sentinelle in piedi è stato definito il disegno di legge depositato dal parlamentare del Pd, Alessandro Zan, per una legge contro le discriminazioni fondate sul sesso, il genere, l’orientamento sessuale e l’identità di genere.
Un disegno di legge che ha trovato il sostegno di una settantina fra attivisti e amministratori reggiani, che hanno annunciato una serie di iniziative di sensibilizzazione in favore del percorso parlamentare che dovrà sostenere il provvedimento. Ma, immancabilmente, non sono mancate reazioni negative, come quelle delle Sentinelle in piedi, che al fianco di partiti di centrodestra (senza simboli) fra i quali Lega e Fratelli d’Italia, sono scese ieri in cento piazze italiane, Reggio compresa.
“La famiglia non è un reato di opinione”, “In piedi per la libertà”, E poi: “Dopo una pandemia l'emergenza non è l’omotransfobia”, “Restiamo liberi di educare”. E ancora: “Non si può rischiare la prigione solo per un reato di opinione”. Decine le persone che hanno manifestato occupando piazza Prampolini, mostrando cartelli e slogan: «È una legge ingannevole – ha affermato uno dei manifestanti – poiché si presenta come necessaria per punire le violenze nei confronti di persone con attrazione per lo stesso sesso, ma chiunque sa già che ogni violenza è già punita dal nostro ordinamento giuridico ed esistono anche le aggravanti da applicare dove necessario. Una legge inutile, ma una legge soprattutto pericolosa, perché mira a istituire un nuovo reato».
A favore della legge, invece, nei giorni scorsi si erano schierati i partiti di centrosinistra reggiani, associazioni come Arci, Arcigay, Gruppo Humans, Iniziativa Laica e Casa d’Altri. Fra i firmatari della petizione di sostegno al ddl Zan, anche la consigliera regionale Roberta Mori e gli assessori Annalisa Rabitti, Carlotta Bonvicini e Lanfranco De Franco.
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