Riqualificare tutta l’area delle Reggiane «Non è più un libro dei sogni, lo faremo»
Presentato un ambizioso progetto per sottrarre al degrado e alla criminalità anche i capannoni ancora abbandonati
reggio emilia
Di concreto solamente le idee. Valide, ambiziose e futuristiche, ma pur sempre idee. Per ora almeno. È stato presentato ieri, all’interno del Tecnopolo, un corposo progetto per riqualificare e sottrarre al degrado la totalità dell’area delle ex Officine, uno spazio enorme di 82.343 metri quadrati oggi rinnovato – o in corso di rinnovazione – per circa un quarto della superficie totale. L’intenzione del Comune è quella di destinare nel medio periodo – ovvero nei prossimi anni – la porzione oggi dismessa delle Reggiane a un polo scientifico-universitario per il digitale, ad aziende attinenti con l’economia circolare, a imprese impegnate in ambito culturale e all’ulteriore sviluppo del polo della meccatronica.
Tutto questo pacchetto di idee, progetti e rendering è stato inserito all’interno di un “masterplan”. Ovvero, citando il Comune, «un documento di indirizzo strategico per sviluppare un’ipotesi complessiva sulla programmazione futura dell’area».
Che, tradotto, significa che i reggiani dovranno attendere qualche anno prima di veder partire le ruspe: l’idea c’è, l’intenzione di realizzarla anche ma ora vanno cercati investitori, fondi e aziende interessate. A raccontare la strada presa dall’amministrazione comunale, si spera col tempo decisiva per risolvere i problemi di una zona da decenni afflitta da degrado e criminalità, sono stati ieri i protagonisti di questo percorso: il sindaco Luca Vecchi, l’amministratore delegato di Stu Reggiane, Luca Torri, l’architetto e direttore dell’Area programmazione territoriale del Comune, Massimo Magnani e Carlo Balbiani, responsabile della gestione delle transazioni di Intrum Italy spa.
Intrum è la seconda novità annunciata ieri. La società, partecipata al 49% da Intesa San Paolo e al 51% da Intrum Group, collaborerà con la partecipata Stu per la promozione territoriale del progetto e per attrarre investitori e competenze interessati.
Per quanto l’intenzione sia definita, non esiste ancora un progetto definitivo ma, com’è stato ribadito più volte, il tutto si adatterà a seconda delle imprese e delle realtà che vorranno scommettere sull’area. Non si tratta però «di un libro dei sogni – ha sottolineato Torri – lo faremo davvero. Anche cinque anni fa il progetto sul primo quadrante delle Reggiane è stato descritto come un sogno, eppure lo abbiamo realizzato esattamente come abbiamo detto e con un’altissima qualità. E oggi siamo in overbooking, tutti i capannoni che abbiamo fatto e stiamo facendo sono già prenotati». Qualcosa di definito tuttavia c’è già. E riguarda la futura viabilità.
All’interno del masterplan è previsto un nuovo sottopasso in via Lama Golese che completerà, assieme alla riapertura di viale Ramazzini, i collegamenti col centro storico. Previsto anche il passaggio di un nuovo tram di superficie in corso di progettazione che collegherà il sud di Reggio con la stazione storica e la Mediopadana e la creazione di un lungo corridoio in gran parte pedonale e centrale ai capannoni, ortogonale a via Agosti e alla ferrovia Milano-Bologna.
Chiari, e verso il completamento, i cantieri attualmente in corso nell’area. Entro novembre di quest’anno saranno conclusi i lavori per sistemare la seconda parte di piazzale Europa, per un importo di 3,1 milioni: saranno riqualificati i parcheggi a raso rimanenti, verrà realizzato un nuovo sottopasso di collegamento con la stazione storica e verranno create delle aree destinate allo sport, fra cui il basket e lo skateboarding.
Il recupero del “capannone 17”, per 7,3 milioni, verrà concluso per settembre 2021 mentre a gennaio sempre del prossimo anno dovrebbe essere concluso l’intervento sul “capannone 15A” per 1,7 milioni. Si passa poi al luglio del 2022, quando sarà chiuso il cantiere sul “capannone 15B e C”, per 11,5 milioni, che accoglierà una piazza destinata al verde pubblico. Infine saranno pronto per gennaio 2022 sia l’ex mangimificio Caffarri di via Gioia 4, che ospiterà il centro di riciclaggio creativo Remida e magazzini, che l’edificio di via Gioia 24 destinato ad atletica, taekwondo, danza e teatro Mamimò (2,8 milioni totali di investimento). —
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