Gazzetta di Reggio

Reggio

l’incontro in regione 

Rsa, i familiari delle vittime «Solo risposte insufficienti»

I comitati e il Codacons chiedono una commissione d’inchiesta: «Bisogna capire  chi è stato responsabile della strage di anziani»

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REGGIO EMILIA

«Lo stupore, quasi candore con cui i dirigenti si sono posti di fronte alle prove di ciò che non è andato all’interno di diverse strutture di ricovero lascia al quanto attoniti circa l’efficacia dell’attività ispettiva e di controllo della Regione e del sistema sanitario regionale, anche solo in termini di verifica di qualità del servizio che vada la di là del dato statistico che, in quanto tale, non può permettere di capire chi ha sbagliato e non permette di individuare le mele marce all’interno di un cesto contenete moltissime mele sane». Non fanno giri di parole i Comitati dei familiari delle vittime Covid nelle Rsa e il Codacons emiliano-romagnolo dopo l’incontro in Regione, «prendendo atto dell’inidoneità ed insufficienza delle risposte ricevute, risultate assolutamente al di sotto delle aspettative tenuto conto dei mesi trascorsi dalla “strage di anziani” verificatasi nelle strutture di ricovero ed assistenza». Secondo quanto riferito dai comitati, «i dirigenti presenti all’incontro non solo non hanno fornito ai familiari alcun elemento utile alle indagini ma hanno candidamente affermato che di ciò che è accaduto nelle strutture dove sono deceduti migliaia di anziani nulla sapevano essendosi limitati ad indicare a queste ultime le linee guida da tenere durante la pandemia».

I familiari hanno consegnato alla Regione un primo dossier contenente «elementi di prova delle manchevolezze registrate». Ma, spiegano, «la Regione non ha neppure consegnato ai comitati, come aveva promesso, il documento contenente le linee guida adottate da marzo in avanti con l’elenco delle strutture e con le date delle singole notifiche». Di qui un giudizio fortemente negativo dell’incontro: «I comitati temono che la Regione per non intaccare la propria immagine di sistema sanitario efficiente eviti di individuare le mele marce o i vizi di una macchina che ha certamente funzionato meglio che in altre regioni, ma che non è riuscita ad evitare un così elevato numero di decessi, non tutti dovuti all’ineluttabilità legata alla forza e contagiosità del virus».

I familiari annunciano che parteciperanno ai tavoli di discussione, ma insistono nel chiedere una commissione di inchiesta regionale «come unica forma di impegno serio volto a coadiuvare anche il lavoro delle singole Procure, chiamate tramite esposti e denunce querele a verificare l’esistenza di comportamenti penalmente rilevanti ed a individuare i responsabili». A tal fine i comitati inizieranno nei prossimi giorni un giro di incontri con tutti i gruppi presenti in consiglio regionale, proprio con lo scopo di istituire una commissione: «Non si può tentare di superare questa ferita che ha riguardato migliaia di nuclei familiari senza fare piena luce su quanto accaduto e questo non è un compito demandato alla sola magistratura ma anche alla politica». —

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