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i dati 

Mercato immobiliare Compravendite in calo del 12,3% a Reggio

Nicole Nasi

L’analisi di Tecnocasa: 449 compravendite nel primo trimestre. Bene a inizio anno, inversione di rotta a marzo e aprile

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REGGIO EMILIA.

Il fermo delle attività causato dal Coronavirus ha fatto sentire i suoi effetti sulle compravendite immobiliari. Secondo l’analisi di Tecnocasa, nello specifico, nella provincia di Reggio Emilia i primi tre mesi del 2020 si chiudono infatti con un calo del 12,3% delle transazioni. Il primo trimestre del 2019 si era chiuso con un trend notevolmente positivo, con 512 azioni di compravendita, mentre quest’anno ammontano a 449 per il medesimo periodo. Sul risultato ha pesato il lockdown iniziato a marzo e proseguito nei mesi successivi, con effetti sui volumi che si vedranno anche nel secondo trimestre dell’anno. Questi dati sono l’esito della raccolta, tramite un apposito sistema informatico, delle 17 agenzie Tecnocasa presenti sul nostro territorio da almeno 20 anni. «La richiesta ha riguardato per lo più appartamenti – afferma Antonio Iosso, responsabile Tecnocasa di Reggio Emilia – Il 2019 è stato un anno davvero interessante dal punto di vista delle azioni legate alla compravendita. In particolar modo c’è stato un aumento del volume delle transizioni, con una media di 20 richieste al mese per ogni agenzia. Il picco è stato a marzo con 28 richieste, mentre il mese peggiore è risultato essere gennaio (18)».

I dati dello scorso anno sono drasticamente cambiati: «All’inizio dell’anno il trend è aumentato, facendo registrare 31 richieste di compravendita a gennaio e 28 a febbraio. La situazione ha preso una piega decisamente diversa nei mesi di marzo e aprile, ossia il periodo più duro del lockdown. Le agenzie sono rimaste aperte per un breve periodo prima dell’emergenza, registrando 7 transazioni a marzo e solamente 3 il mese successivo. Questo spiega la percentuale negativa del 12,3%, più bassa rispetto alla media nazionale che ammonta a -15,5%».

Sostanzialmente il primo trimestre del nuovo anno si può suddividere in tre fasi ben distinte: una prima in salita, con percentuali in aumento, la seconda che va quasi ad azzerarsi a causa dell’emergenza Coronavirus, e un’ultima che segna una sorta di ripartenza. Nel mese di maggio i movimenti sono stati 19, leggermente più bassi rispetto al 2019, mentre a giugno vi è stata un’impennata a 21 richieste al mese per ogni agenzia.

«Bisogna fare i conti con una “nuova normalità” anche per quanto concerne il settore immobiliare – continua Iosso – Il mercato offre ancora tassi convenienti e i prezzi rimangono stabili, tutti segnali di gran ottimismo che possono favorire la compravendita».

Nella sua valutazione il responsabile Tecnocasa ha tenuto conto anche della situazione economica e lavorativa in cui versano la maggior parte delle famiglie a causa della pandemia: «Non possiamo parlare di vero e proprio calo, più che altro io la definirei una fase di prudenza. I clienti che vogliono cambiare casa, vendendo quella già di proprietà, sono molto cauti nel prendere le decisioni. Al momento potrei definirli in stand-by. Coloro che invece sono in affitto si sentono più liberi nel compiere il passo. Spesso, infatti conviene di più pagare un mutuo». —


 

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