Addio a Domenichini. Era stato partigiano e giovane sindaco
Casina, nato nel 1926, dagli anni Cinquanta viveva a Modena. Sotto la sua guida costruiti acquedotti e la scuola di Banzola
CASINA. Risiedeva a Modena da molti anni, ma il suo ricordo a Casina era ancora estremamente vivo, per cui la notizia della scomparsa di Bruno Domenichini ha suscitato un profondo cordoglio, anche perché lui stesso era sempre rimasto molto legato al suo territorio.Domenichini è morto martedì nella città estense: era stato anche sindaco di Casina dal 1951 al 1953. Nato nel 1926 al Braglio di Cortogno, giovane partigiano nelle squadre di Azione Patriottica negli ultimi mesi della guerra, aveva avuto il compito di provvedere ai rifornimenti dei partigiani in montagna.
Un fratello, Igino, era disperso in Russia, un altro, Umberto, era tornato 45 giorni dopo la Liberazione dalla Grecia, e dopo l’8 settembre, si era unito ai partigiani.Nel dopoguerra Bruno Domenichini era emigrato a Milano dove rimase fino al 1949. Rientrato a Casina, nel 1951 partecipò alle elezioni del consiglio comunale come indipendente di sinistra nella lista Castello.«Doveva essere eletto sindaco il dottor Pistelli, ma la sua contemporanea elezione nel consiglio comunale di Reggio e l’aver egli optato per quest’ultimo, impose la ricerca di un nuovo candidato e l’attenzione cadde su di me. Ero giovane e fui sorpreso». Con queste parole lo stesso Domenichini ricordava la sua elezione in un’intervista per il libro Casa Comune in cui l’autore, Paolo Gregori, ricostruisce la storia delle amministrazioni comunali. Quando fu eletto, Bruno Domenichini risultava tra i sindaci più giovani d’Italia.
Sotto la sua guida furono realizzati l’acquedotto di Banzola e Sordiglio, la scuola elementare di Banzola, i “cantieri” sulla Barazzone - Trinità, evitando che dalla frazione di Trinità, per raggiungere il capoluogo si dovesse passare da Ciano. Il suo mandato fu breve: dopo due anni diede le dimissioni per trasferirsi a Modena dove trovò lavoro in un’assicurazione e dove ieri sono stati celebrati i funerali. Lascia due figli, Nadia e Carlo.
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