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L’allarme-Covid la spinge a guidare senza patente ma il giudice annulla la multa

T.S.
L’allarme-Covid la spinge a guidare senza patente ma il giudice annulla la multa

Vedendo l’assalto ai supermercati, madre di due figli si muove in auto Accolto il ricorso alla maxi contravvenzione: «Era in stato di necessità» 

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SAN POLO

Multata pesantemente quando l’allarme legato al Coronavirus era ormai piombato anche sulla nostra provincia.

È accaduto ad una casalinga 32enne brasiliana, nei primi giorni pieni di tensione per l’oscuro virus che cominciava a farci tremare. Pure nel Reggiano la prima reazione spropositata – sul finire di febbraio – si era materializzata con l’assalto ai supermercati. Sui giornali e in televisione le immagini impietose della calca fra le corsie e gli scaffali svuotati. Spese compulsive per accantonare viveri in casa, di fronte ad una situazione sanitaria per nulla tranquillizzante. Preoccupazioni che il 25 febbraio scorso hanno spinto anche la 32enne a proiettarsi verso un supermercato. Il marito è camionista e non era a casa (vivono a San Polo) perché stava facendo delle consegne e sarebbe rientrato alcuni giorni dopo. Ma avendo due bambini da sfamare, la donna non poteva aspettare il ritorno del marito e, salita in auto, è partita per sfidare anche lei un qualche supermercato superaffollato e cercare di far provviste. Ma quel viaggio in macchina si era bloccato ben presto, perché veniva fermata da una pattuglia dei carabinieri di Quattro Castella. E così spunta l’irregolarità stradale: la brasiliana ha conseguito nel suo Paese d’origine la patente di guida, ma non l’ha ancora convertita in Italia. Una pratica burocratica che ha dei costi e per il momento non era nei piani familiari. Un illecito – per guida senza patente – che significa per la donna una multa di 5.100 euro e il sequestro della macchina. Ma lei non ci sta e si rivolge ad un avvocato perché ritiene ingiusto pagare quella multa salata avendo agito per stato di necessità. «Vedendo quelle scene febbrilinei supermercati, temevo per i miei figli, non avendo granché in casa da mettere in tavola – spiega la brasiliana al legale Matteo Iotti – e pur sapendo della patente non convertita, mi sono messa in auto». Una motivazione che convince il legale a far ricorso contro quel verbale dei carabinieri. Una causa civile che di recente è stata affrontata dal giudice di pace Giuseppe Maghenzani Taverna.

E il magistrato onorario ha ritenuto fondato il ricorso «poiché il periodo di emergenza Covid – scrive nella sentenza – in cui la signora è stata sorpresa a guidare in luogo non servito dai mezzi pubblici con patente non convertita ha determinato una sorta di esimente giustificativa della infrazione». Multa annullata e dissequestro dell’auto. «Eravamo nei primi tesi giorni che antcipavano il lockdown – commenta l’avvocato Iotti – e la sentenza tiene conto dello stato di necessità in cui la mia assistita aveva agito». —

T.S.

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