La nipote chiede aiuto al Telefono Azzurro «Molestata dal nonno»
Violenza sessuale su minore, l’anziano è ora ai domiciliari L’anziano si difende: «Sono malato, è tutto un equivoco»
Tiziano Soresina
REGGIO EMILIA
Ha detto agli inquirenti che il nonno materno non la smetteva più con quei toccamenti nelle parti intime e allora, ricordandosi di un corso fatto a scuola, ha chiesto aiuto al Telefono Azzurro, per poi con un messaggio avvertire la madre. Una vicenda delicatissima emersa ieri in tribunale – il 71enne ha affrontato l’interrogatorio di garanzia – e che da alcuni giorni sta dilaniando due famiglie.
Secondo le accuse della nipote 13enne – sentita, essendo minorenne, con l’aiuto di una psicologa – tutto sarebbe iniziato in giugno, quando la madre operaia ha ripreso a lavorare (dopo l’obbligato stop coinciso con il lockdown) e non potendosi permettere una collaboratrice domestica o l’iscrizione dei figli ai capi estivi, ha chiesto aiuto ai genitori, affinché li sorveglino in casa quando lei non c’è.
È da quel momento che il nonno e la nonna arrivano tutte le mattine alle nove per prendersi cura dei nipoti.
Ma in 3-4 occasioni – sostiene sempre la nipote – il nonno avrebbe cominciato ad allungare le mani, infilandole sotto i vestiti della minorenne, nonostante lei l’implorasse di smetterla. L’episodio più insistente sarebbe coinciso con la mattina del 30 giugno: la 13enne è ancora a letto, il nonno entra nella stanza e comincia a palpeggiarla pesantemente. In stanza vi sono solo loro due e il nonno andrà avanti così per alcuni minuti, finché desiste perché la nipote cerca in tutti i modi di frenarlo. È la classica goccia che fa traboccare il vaso: la ragazzina decide, appena può, di segnalare il tutto al Telefono Azzurro, che poi prende contatto con la Procura. Il giorno successivo arriverà anche la denuncia della madre direttamente in Procura. Scattano gli accertamenti coordinati dal pm Piera Giannusa che indaga il nonno per violenza sessuale, con l’aggravante di aver agito su una minore di 14 anni. E il sostituto procuratore ha poi richiesto una misura cautelare nei confronti dell’indagato: il gip Andrea Rat tre giorni fa applica gli arresti domiciliari per il 71enne. Ieri mattina – tutelato dal legale – l’anziano per circa mezz’ora si è difeso nell’interrogatorio davanti al giudice.
Ha parlato di equivoco, di toccamenti involontari perché malato e malfermo, di aver solo espresso qualche apprezzamento bonario. Poi sull’episodio del 30 giugno ha specificato che la nipote non ne voleva sapere di alzarsi e visto che era già mattina inoltrata l’ha presa di forza, quasi in braccio per farla scendere dalla parte superiore del letto a castello dove la 13enne voleva continuare a dormire. —
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