«Metà delle famiglie reggiane vedrà diminuire il suo reddito»
reggio emilia
Si è svolto ieri mattina ai Chiostri della Ghiara il consiglio generale della Cisl Emilia Centrale con tema “Emergenza Covid19: Ripartire dal territorio e dalle persone”.
Un’assemblea, aperta da un minuto di silenzio per le vittime del Coronavirus, che ha delineato un quadro preoccupante per il futuro della nostra provincia, per certi versi in controtendenza rispetto alle previsioni della Regione.
«Stiamo vivendo un tempo straordinario nella sua drammaticità – ha esordito il segretario generale William Ballotta – dove tutti i corpi sociali sono chiamati a fare la loro parte. Reggio Emilia e Modena, infatti, sono alle prese con una contrazione dell’economia senza precedenti se non in periodi di guerra. Le stime ci dicono che la metà delle famiglie reggiane e modenesi vedrà diminuire il proprio reddito e in autunno potrebbe esserci l’impennata della disoccupazione non solo giovanile».
Un contesto nel quale, ha aggiunto Ballotta citando le rilevazioni Ocse «una persona su due quest’anno dovrà stringere la cinghia perché perderà un pezzo di benessere, che sia uno stipendio o l’incasso di fatture. Per questo, pubblico e privato assieme, dovremo farci trovare preparati sui fronti del lavoro con parole chiave che per noi, sono: persone, innovazione, connettività, investimenti, export, smart working, welfare, formazione, tutela delle fasce più deboli».
Al consiglio generale hanno partecipato i segretari delle categorie Cisl e sono intervenuti Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia, Filippo Pieri, segretario generale Cisl Emilia Romagna e don Alessandro Ravazzini, rettore del seminario vescovile. Perché l’emergenza e il lockdown dovuti al Coronavirus hanno ridisegnato la mappa dell’economia reggiana: -9,9% le esportazioni, -11,3% la produzione, -7,9% nelle costruzioni, -8,1% le vendite, il 43% delle imprese è ricorso a Cassa integrazione o ad ammortizzatori sociali e il 5% ha già ridotto l’organico.
«In regione e in particolar modo a Reggio Emilia – ha dichiarato Pieri – la situazione economica è preoccupante. Proprio le realtà economico produttive che negli anni precedenti si sono dimostrate le più dinamiche e hanno avuto migliori performance, magari legate all’export, sono quelle che ora pagano il costo maggiore. Questa è una crisi mondiale che ha fermato l’economia globale e, in particolar modo, le economie incentrate sul manifatturiero che pagano il prezzo più alto. Ma per questi stessi motivi già dal prossimo anno qui il rimbalzo potrà essere maggiore e quindi avere una prospettiva migliore».
Di “rimbalzo” economico ieri ha parlato anche l’assessore regionale Colla, più o meno in contemporanea a Pieri ma a chilometri di distanza: «Dobbiamo essere pronti per il rimbalzo dell’economia che ci aspettiamo sicuramente nel 2021, i dati sono inconfutabili». —
l. g.
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