Gazzetta di Reggio

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Alla Giunta di Rolo chiediamo una risposta a cinque domande

Stefano Scansani
Alla Giunta di Rolo chiediamo una risposta a cinque domande

Sulla bambina contagiata l’assessora comunica solo insulti. Sulla stessa linea l’associazione organizzatrice “Il Sorriso”.

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ROLO. “Un concentrato di falsità”? La Giunta di Rolo risponda a 5 domande. L’assessora ai Servizi Sociali e alla Scuola di Rolo, Daniela Camurri, l’altro ieri sul suo profilo Facebook ha commentato l’articolo del nostro collaboratore Mauro Pinotti così titolato: “Controlli a tappeto. La bimba di Rolo è stata a una festa di compleanno organizzata dal padre, che era in attesa del tampone. L’Ausl ha individuato i partecipanti per dare il via ai protocolli”.

L’assessora è tanto custode della verità, che ha scritto: “Un concentrato di falsità e accuse gratuite all’amministrazione. Questo non è giornalismo ma chiacchiere da bar”.

Loro, invece, fanno il loro mestiere. Uscito l’articolo non hanno spiegato che è successo, che cos’hanno fatto e che cosa intendono fare. Anzi, sono così professionali, pronti e attenti che non hanno trovato di meglio che rispondere alla popolazione di Rolo attraverso un profilo social e un dibattito tapino, del genere “chi la dice più grossa”. Anzi, no. Chi non dice niente la vince.

Nonostante l’insistente richiesta del nostro collaboratore Pinotti nel “non luogo”, o meglio nel luogo della “Disinformatija” che è appunto Facebook, nessuno degli irati e sdegnati protagonisti ha risposto dove la Gazzetta ha sbagliato, come ha sbagliato, quali sarebbero le inesattezze.

Agnese Quaglia e Barbara Bigi dell’associazione “Il Sorriso” che ha organizzato il centro estivo rolese frequentato dalla bimba risultata positiva, hanno fatto lo stesso. Hanno partecipato al dibattito virtuale ma non virtuoso, accusato la Gazzetta di scrivere non verità, invenzioni. La Bigi sentenzia: “Vorrei sottolineare che le falsità e le accuse gratuite sono state rivolte anche alla nostra associazione Il Sorriso ... mi dissocio pubblicamente dalle parole e dalle informazioni completamente errate pubblicate in questo articolo ... anzi ... voglio fare i miei complimenti in qualità di Presidente a tutti gli educatori e collaboratori... per l’egregio lavoro svolto in un momento così difficile... per il loro impegno e senso di responsabilità... ci sarà poi opportuna occasione per ribattere a questo giornalismo di scarso livello ...”.

Se la signora dichiara mi “dissocio pubblicamente” dalle informazioni del giornale, vuol dire che la lettura di un articolo comporta per lei un’adesione ideologica, e significa che sa qual è la verità. Allora che la esibisca altrettanto pubblicamente. Ma non lo fa.

Come la sua collega Quaglia, ancor più agguerrita: “Mauro Pinotti smettila! Le notizie pubblicate sono ricche di falsità, e sono talmente tante che in Fb non ci stanno, al momento opportuno uscirà la verità, non si tratta di volersi nascondere”.

Il nostro collaboratore per attingere a questa verità aveva anche cercato il sindaco, Luca Nasi. Il primo cittadino si è fatto vivo con un messaggio nella serata di giovedì. Messaggio che però non ha disvelato la versione dell’amministrazione e de “Il Sorriso”, ma è contrappuntato di riferimenti alla giornata impegnativa, all’inesistenza di un ufficio stampa, alle tante telefonate ricevute dalla Gazzetta... Il messaggio fa il paio con l’osservazione dell’assessora Camurri: “Pinotti, non può scrivere che la giunta non le ha risposto. La giunta sono 5 persone, non una”. Su questa storia della disponibilità ci abbiamo fatto il callo: se chiami un assessore questo ti dice di telefonare al sindaco.

Giro girotondo...

Non siamo d’accordo con la dottrina della signora Quaglia (“Al momento opportuno uscirà la verità”), perché è opportuno che la verità emerga subito, rapida e completa. Quindi invitiamo l’amministrazione di Rolo e “Il Sorriso” a rispondere entro domani a queste domande della Gazzetta.

Non su Facebook, ma al nostro indirizzo di posta elettronica cronaca.re@gazzettadireggio.it:

1.Il tenore della vostra reazione è preoccupante. Chi vi ha accusato di cosa?

2.Di cosa avete paura?

3.Perché solo “al momento opportuno uscirà la verità”?

4.Qual è la vostra ricostruzione dei fatti?

5.Davvero un assessore che risponde sul suo profilo Facebook rende conto alla comunità?

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