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la viceministra ascani 

«Didattica, ora è il punto zero Bisogna tornare nelle aule»

G.B.

La rappresentante del governo «I docenti non devono essere soltanto un motore di ricerca» Curti (Cirfood), sottolinea  l’importanza dell’istruzione 

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Reggio Emilia.

In uno dei momenti più delicati per il futuro della scuola italiana, la provincia di Reggio rappresenta un terreno di prova per alcuni progetti innovativi, come quelli di Cirfood che riflettono sul rapporto tra didattica ed educazione. Come sottolineato da Giordano Curti, direttore generale di Cirfood, questo ha permesso di riflettere sul diritto all’istruzione e alla scuola, che avrà ancora più valore nella ripartenza di quest'ultima.

Lo stesso concetto è stato ripreso dalla viceministra dell’Istruzione Anna Ascani che, intervenendo al seminario online di Cirfood, ha sottolineato: «Questo è un punto zero per la didattica. Dobbiamo prendere atto di quelle che sono le nostre fragilità e costruire per superarle. Soprattutto, è necessario rivedere il ruolo che la scuola ha all’interno della nostra società. In un mondo in cui la conoscenza è ovunque, il docente non deve essere solo un motore di ricerca, ma uno strumento fondamentale nella costruzione del pensiero critico degli studenti. Questo può avvenire solo con la relazione in presenza».

L’obiettivo è chiaro: riportare bambini e ragazzi a scuola a settembre in presenza e in sicurezza. Per fare questo, servirà uno sforzo senza precedenti, come spiega la viceministra: «La legge di bilancio che andremo a costruire non potrà essere come le precedenti, non andremo a raschiare il fondo come ogni anno per vedere cosa riusciamo a fare. L’educazione e l’istruzione sono state rimesse al centro del nostro dibattito pubblico negli ultimi mesi, in un modo che non succedeva da tanto tempo. E la scuola è proprio il luogo in cui si forma la coscienza di una società. Per questo, adesso è necessario tenere la scuola come primo punto tra le priorità. Siccome stiamo caricando di miliardi di debito pubblico le generazioni che oggi entrano nelle nostre scuole – ha concluso la viceministra – è importante che accanto a quella spesa ci sia un investimento finalizzato alla costruzione di una società che i nostri figli vogliano abitare». —

G.B.

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