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Col ricavato delle mascherine regala venti televisori al Core

Enrico Lorenzo Tidona
Col ricavato delle mascherine regala venti televisori al Core

Le Tv consegnate ai medici dalla stilista e artigiana reggiana Simona Panisi  «Durante il lockdown avevo deciso di rimboccarmi le maniche contro il Covid»

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REGGIO EMILIA

«Sono contenta di aver dato una mano a un reparto così importante per noi reggiani mettendo a disposizione il mio tempo dal lockdown in poi». Simona Panisi ha cucito a mano qualcosa come 2mila mascherine. Lo ha fatto perché il suo negozio, un piccolo atelier di moda alle porte di Reggio in via Gorizia 42, come tanti, ha dovuto chiudere causa Covid. Ma lei, da buona artigiana, non è riuscita a starsene con le mani in mano e nel marzo scorso aveva deciso di cucire mascherine da vendere per poi poter offrire il ricavato in beneficenza.

Il risultato, raccolto in questi giorni, è piuttosto eclatante visto che parliamo di una piccola attività di sartoria. Simona è riuscita infatti a vendere tutte le mascherine che ha cucito in questi mesi, raccogliendo soldi sufficienti per comprare ben venti televisori a 32 pollici, regalati al Core, centro oncologico ed ematologico dell’ospedale di Reggio Emilia. «Volevo mandare un messaggio di speranza durante il Covid e credo di esserci riuscita – dice Simona –. Ho chiesto al Core di cosa avessero bisogno per portare a termine questo progetto e mi hanno detto che mancavano i televisori per alcuni reparti: ora il reparto del primo piano è ben fornito».

Un progetto messo a punto con il dottor Massimiliano Paci, direttore del dipartimento oncologico, che ha accolto la donazione facendo scattare una foto ricordo con Simona, le sue collaboratrici e i medici del reparto.

«Inizialmente, come avevo premesso, le prime mille mascherine le ho regalate a chi aveva più bisogno – racconta amcora Simona – poi le altre le ho vendute destinando il ricavato al Core».

Simona le ha fatte cucendo un doppio strato di poliestere e agganciando l’elastico, con un occhio al design. Un prodotto che è andato a ruba, permettendo così la cospicua donazione. «Se le mascherine saranno ancora obbligatorie ne venderemo ancora destinando sempre il ricavato in beneficenza» assicura soddisfatta la stilista, accolta a braccia aperte dai medici reggiani. —

Enrico Lorenzo Tidona

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