Gazzetta di Reggio

Reggio

il commento dell’esperto 

«Quelle 75 piante non devono essere abbattute»

l. g.

Il membro della Consulta verde Ugo Pellini interviene alla vigilia dell’incontro organizzato dall’amministrazione comunale sugli alberi da eliminare 

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reggio emilia

Non ha dubbi Ugo Pellini, storico ambientalista e membro della Consulta verde del Comune. Nella perizia consegnata lo scorso dicembre da Giovanni Morelli, l’agronomo di fama internazionale con il quale dialogherà oggi nel dibattito organizzato dall’amministrazione, vengono individuati 75 alberi che «non sono da tagliare» contrariamente a quanto previsto dal progetto esecutivo.

«Complessivamente – chiarisce Pellini – su viale Umberto I se ne vogliono eliminare 119 ma 44 sono di classe di stabilità D e 75 di classe C. Questi ultimi a mio avviso si possono salvare».

Nella categoria D rientrano gli esemplari con difetti gravi tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ormai esaurito. Ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe quindi insufficiente e l’unica soluzione è l’abbattimento. Della classe C, invece, fanno parte le piante con difetti significativi ma per le quali è ancora possibile progettare un insieme di interventi colturali finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità che, qualora realizzati, potranno abbassare la classe di pericolosità dell’albero.

«Sui 44 alberi pericolosi – prosegue Pellini – né io né il comitato abbiamo qualcosa da ridire. Il contenzioso è sugli altri esemplari. Possono evolvere in classe D, è vero, ma se vengono curati possono anche non essere eliminati, tagliare un albero per motivi estetici non è corretto: se non si sposa con il progetto, si cambia il progetto. Sono 30 anni che mi interesso degli alberi di Reggio e se si facesse un’analisi sulle piante della circonvallazione o di corso Garibaldi ve ne sarebbero molte altre pericolose e da abbattere. E allora perché si interviene solo sugli alberi del viale? Perché su questi ci sono i soldi».

L’esperto prosegue poi delineando la storia del progetto della passeggiata, iniziato due anni fa. «Venne presentato alla Consulta verde ad aprile del 2018 dicendoci che si voleva sostituire il viale. C’erano due posizioni, una che non è stata applicata e che voleva tagliare 200 piante e quella presentata come di minore impatto che prevedeva 134 abbattimenti. Io e gli altri della Consulta avevamo detto che serviva segnalare quali erano questi esemplari: in un viale di 480 alberi l’eliminazione di un centinaio di piante rappresenta il 20% circa del totale, da un punto di vista statistico non è possibile che ci siano così tanti alberi da eliminare».

Quindi, prosegue Pellini, «in un primo momento ci hanno risposto che alcuni esemplari erano malati e altri incongrui al progetto, quindi tagliati non perché pericolosi. Poi ci sono stati degli incontri ai quali ho partecipato chiedendo nuovamente che venissero segnati quelli da abbattere e infine, sulla scia di questi incontri, è nato il comitato di cittadini che ha raccolto 2.500 firme. Quindi a dicembre 2019 è stata fatta una seconda perizia da Morelli, grande esperto di stabilità degli alberi, che mi ha spiegato di aver fatto l’analisi a prescindere dal progetto. Non sa quali sono gli alberi che verranno eliminati perché non congrui a livello estetico o quelli malati, ha fatto una valutazione oggettiva».

Sulla sua partecipazione al dibattito, pur essendo contrario a parte del progetto, Pellini spiega di non avere imbarazzo. «Sono critico con quello che ha iniziato il Comune ma spero ci siano dei margini di trattativa. Quando è stato pensato il progetto, la Bonvicini non era nemmeno assessore. Non sono pregiudizialmente a favore del Comune ma nemmeno pregiudizialmente contro, gli alberi non sono di destra o di sinistra». —

l. g.

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