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Dipendente infedele e autista condannati per il furto di pallet

Ambra Prati
Dipendente infedele e autista condannati per il furto di pallet

Il 6 marzo 2014 sparirono 120 pezzi alla ditta Refrattari Speciali. Ieri la sentenza: un anno e 300 euro di multa per Amabile e 4 mesi per Ianniciello

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Sono stati condannati Lucio Amabile, 49 anni, e Aldo Ianniciello, 50 anni, rispettivamente carrellista e autotrasportatore, finiti alla sbarra per il reato di furto in quanto ritenuti responsabili della sparizione di 120 pallet da una ceramica.

Ieri il giudice Silvia Semprini ha accolto le tesi dell’accusa e ha condannato il dipendente infedele Amabile a un anno e 300 euro di multa (pena non sospesa in considerazione dei precedenti penali per reati contro il patrimonio) e il complice a 4 mesi, mentre la ditta, costituitasi parte civile avanzando una richiesta di provvisionale di tremila euro, se n’è visti riconosciuti solo mille.

Un episodio avvenuto il 6 marzo 2014 alla ditta Refrattari Speciali Spa di Roteglia, dalla quale uscirono 120 europallet (del valore di mille euro) caricati su un furgone.

Per l’azienda e per gli inquirenti, quello fu un furto vero e proprio, messo in atto dal carrellista dipendente della ditta con la complicità di Ianniciello, “esterno” che smaltiva legname.

Nella precedente udienza del 14 luglio scorso Ianniciello ha respinto l’accusa affermando che egli si limitava a “ripulire” il cortile dai bancali usati, rivendendo quelli buoni a 2 euro l’uno. Il pm onorario ha ritenuto provato il furto e ha chiesto una doppia condanna (un anno di reclusione e 400 euro di multa), come pure l’avvocatessa Alessia Marchini che tutela l’azienda: «Hanno approfittato della pausa pranzo per aprire il cancello laterale, meno visibile, ma le telecamere hanno filmato tutto».

I difensori di Amabile (avvocato Matteo Iotti) e di Ianniciello (avvocato Antonio Malagoli) hanno chiesto l’assoluzione. «A parte il fatto che il vero valore dei pallet è di 250 euro – aveva detto l’avvocato Iotti – non è emerso che i due fossero in combutta. E ingiustamente Amabile è stato licenziato dall’azienda, che per quei bancali gli ha trattenuto 600 euro dal Tfr». Ma se per il complice la pena è stata mite, la posizione del dipendente è stata ritenuta più grave. —

Ambra Prati

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