«Per ricordarlo dobbiamo scrivere la sua storia e quella della famiglia»
«Sarebbe bello ricordare Mauro scrivendo la sua storia e quella della sua famiglia».
La proposta per un omaggio duraturo a Mauro Poletti arriva da Gemma Bigi, codirettrice dell’istituto storico Istoreco, che con l’ex sindaco di Sant’Ilario d’Enza ha collaborato a lungo negli ultimi anni per la posa delle pietre d’inciampo dedicate ad abitanti santilariesi. E per diversi progetti nelle scuole promossi con l’Anpi, di cui Mauro Poletti era orgoglioso rappresentante.
«Conobbi Mauro ad una delle prime riunioni organizzate dal Comune e dall’Anpi per posare pietre d’inciampo per i partigiani santilariesi deportati durante la seconda guerra mondiale. Istoreco era presente per ragionare su una collaborazione che, effettivamente, portò alla posa di sette pietre nel gennaio 2018 e di un’altra nel 2019», racconta Gemma Bigi.
Da quel momento, «Mauro e la moglie Marzia Manzotti divennero i nostri referenti sul territorio, collaborando per la raccolta di materiali, nel contattare le famiglie dei ragazzi che si volevano ricordare, permettendoci di lavorare al meglio. E non solo, grazie a loro abbiamo potuto offrire agli studenti del vicino istituto D’Arzo documenti e memorie preziose per ricostruire le biografie alla base delle Pietre d’Inciampo».
Il rapporto ha portato alla conoscenza e alla stima: «Mauro era instancabile, di una disponibilità e generosità uniche, mai invadente ma desideroso di vedere risultati, di vedere la storia valorizzata, la memoria preservata. Desideroso di fare la propria parte senza mai mettersi in mostra. Era mite e deciso, coerente e sempre pronto al confronto, custode di memorie famigliari di cui andava orgoglioso ma che sapeva narrare senza esaltazione, magari tra un sentiero in bici e un altro», racconta Gemma Bigi.
Ed è vero, la codirettrice dell’istituto storico Istoreco, «che ha fatto tanto per il suo territorio; vero il suo altruismo e la sua etica. La sua scomparsa lascia senza parole. Sarebbe bello se, per ricordarlo, ci si mettesse a scrivere la storia della sua famiglia – conclude Gemma Bigi – e poi la sua con Marzia, anche lei di fiera famiglia antifascista che ha fatto dell’insegnamento nutrimento di vita, e non a caso erano sempre assieme nell’impegno, con radici forti e un’idea chiara di futuro». —
ADR.AR.
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