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Aiuti alla casa di carità dal comitato esodati

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Il comitato esodati di Reggio Emilia ha completato l’opera di vicinanza concreta alla casa di carità di San Giovanni di Querciola di Viano, da diversi anni al centro delle attività solidali del comitato stesso, sostenuto da diversi imprenditori locali fra cui Stefano Landi. In questo caso si aggiunge il Credem, che ha messo a disposizione mobili ed elementi di arredo preziose per il lavoro all’interno della casa della carità guidata da suor Giovanna assieme alle consorelle suor Daria e suor Michela. Sono loro a mandare avanti una delle principale realtà solidali della collina reggiana, attiva dal 1947, all’epoca voluta da don Mario Prandi, fondatore della congregazione mariana delle case della carità che ha come sede centrale Fontanaluccia, nell’Appennino modenese. Nelle settimane scorse gli esodati avevano recapitato una donazione di generi alimentari alla mensa dei frati cappuccini di Reggio Emilia.

«Partendo dal nulla, se non dalla nostra personale sensibilità, abbiamo raggiunto un risultato di cui credo andare orgogliosi. Grazie a tutti, per il contributo che ciascuno di noi è stato in grado di esprimere secondo la propria capacità, cultura e sensibilità per i meno fortunati. Abbiamo tracciato un percorso, inseguito un ideale di fratellanza e coesione sociale, che invece la politica ha perso. Dobbiamo ringraziare tanti esercenti, che hanno contribuito a donare, quanto abbiamo raccolto», spiega il presidente del comitato Pietro Braglia. —

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