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«Il mio appello al cuore dei reggiani perchè Rosa ritorni a sorridere»

Nicole Nasi
«Il mio appello al cuore dei reggiani perchè Rosa ritorni a sorridere»

La 27enne da mesi è ricoverata per un’emorragia cerebrale I familiari lanciano una raccolta fondi per la riabilitazione

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“Una speranza per Rosa”. È questo il nome della raccolta fondi lanciata dai familiari di Rosa Barbato, per tutti Rossella, una ragazza napoletana di 27 anni che per amore si è trasferita nella nostra città, ricoverata da mesi in ospedale per un’emorragia cerebrale, a causa della quale ha subito una decina di interventi. Dopo soli sei mesi di convivenza con il fidanzato di sempre, Alessandro Ingangi, anche lui 27enne di Napoli, arrivato a Reggio Emilia quattro anni fa per motivi di lavoro, una calda sera di giugno 2019 Rosa si sente male all’improvviso. «Ricordo quegli istanti come se fosse ieri – racconta Alessandro – Eravamo a cena a Sant’Ilario. A un certo punto sento la mia ragazza urlare. Continuava a dire che aveva delle forti vertigini, poi si è accasciata a terra priva di conoscenza. Abbiamo chiamato subito un’ambulanza e da lì è iniziato il nostro calvario».

Il ragazzo spiega che la giovane prima è stata portata al vicino Franchini di Montecchio, poi trasferita al Maggiore di Parma in neurochirurgia: «La diagnosi non ha tardato ad arrivare: emorragia celebrale data da una malformazione congenita. Una doccia fredda non solo per me, ma soprattutto per i genitori, i quali non sospettavano nulla. L’unica cosa che ci rassicurava era che qualcosa si poteva ancora fare per salvarla e così per fortuna è stato».

Rosa ha subito una decina di interventi salvavita, sia a livello neurochirurgico che estetico. La frequenza delle operazioni, infatti, ha avuto un grosso impatto sulla sua pelle, tanto da doversi sottoporre ad una piccola ricostruzione plastica sulla base del cranio. «Il trasferimento a Parma sarebbe stato comunque un percorso obbligato, perché il reparto dove è ricoverata è ritenuto più specializzato nel trattamento di questo tipo di patologie rispetto al Santa Maria Nuova di Reggio – continua – Ora Rosa è in uno stato di semi-coscienza. Non parla ed è allettata ma sa come farsi capire. Se le chiedo di stringermi la mano, lo fa, di aprire la bocca, lo fa. Se ha bisogno, magari anche solo di cambiare posizione, piange o prova ad emettere qualche parola, senza però riuscirci. È difficile vedere una persona così amante della vita in questo stato, ma è sempre stata forte e sono sicuro che riuscirà a superare anche questa».

A breve la ragazza verrà dimessa dall’ospedale di Parma e, nonostante sia già stato avviato un percorso di riabilitazione, avrà bisogno di cure costanti ed esercizio fisico: «Le spese da sostenere sono ingenti – continua – Vogliamo il meglio per Rosa e stiamo cercando una struttura che la supporti in questo lungo percorso. Siamo disposti ad andare ovunque: nord, sud, centro, persino all’estero, se sarà necessario. Al momento lo Stato non ci fornisce un supporto economico e oltre a rimboccarci ancora di più le maniche, la famiglia ha deciso di avviare una raccolta fondi sulla piattaforma internet “GoFoundMe”». La madre, nell’appello, la definisce una persona «sorridente, di una sensibilità e dolcezza infinita, con tanti sogni nel cassetto», il più grande di tutti è sicuramente quello di poter costruire una famiglia con il suo Alessandro, che ogni giorno lotta accanto a lei. —





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