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La Fondazione Magnani rinnova il suo Cda nel silenzio più assoluto

Leonardo Grilli
La Fondazione Magnani rinnova il suo Cda nel silenzio più assoluto

A febbraio sono cambiati presidente e consiglieri senza comunicazioni pubbliche Al vertice Gianpiero Grotti, uomo di Iren, l’ex presidente Zanichelli ora è direttore

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reggio emilia

Quando a ottobre del 2016 si insediò il nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione Palazzo Magnani il sindaco Luca Vecchi e l’allora presidente della Provincia, Giammaria Manghi, si spesero pubblicamente con parole di ringraziamento ai consiglieri uscenti e di fiducia nei nuovi vertici. Paragonato a quel tempo la situazione di oggi appare ben diversa: il Cda è cambiato nuovamente da ormai cinque mesi e nessuno sembra essersene accorto.

Perché nessuno, dal Comune alla Provincia fino alla stessa Fondazione, ne ha mai dato notizia pubblicamente. Una circostanza al momento inspiegabile, considerando che stiamo parlando di uno dei più importanti enti culturali reggiani, certamente fra i meno comunicativi.



Eppure di occasioni per far sapere dei cambiamenti imminenti ve ne sono state. Il consiglio di amministrazione è composto da cinque membri, compreso il presidente, nominati per due quinti dalla Provincia e per due quinti dal Comune di Reggio, rispettivamente fondatore e cofondatore della Fondazione, e per un quinto dai fondatori aderenti, riuniti in un’apposita assemblea, a maggioranza dei diritti di voto. Ebbene il presidente è stato scelto il 5 dicembre dello scorso anno, i due consiglieri del Comune il 25 gennaio e i due della Provincia il 5 febbraio.

Il Cda, infine, è ufficialmente entrato in carica 14 giorni dopo, il 18 febbraio. Stop. Tutto nel silenzio, tappa dopo tappa. Riguardo all’assenza di comunicazioni in merito, abbiamo quindi chiesto conto al Comune, e nello specifico all’assessore alla Cultura, Annalisa Rabitti, che ieri si è detta impegnata in giunta, ma che ha promesso di darci risposta oggi.



Anche se in ritardo, vediamo allora chi sono i nuovi vertici della Fondazione culturale fra le principali in città, cominciando proprio dal primo eletto, il nuovo presidente. Alla guida sale una figura chiave di Iren, Gianpiero Grotti, manager con la passione per la cultura. Già ai vertici della Fondazione I Teatri dal 2010, da un anno è alla guida di quella che oggi si chiama “Iren smart solution” (un tempo Iren rinnovabili). A eleggere Grotti, che nel precedente Cda era uno dei consiglieri scelti dalla Provincia, sono stati i fondatori aderenti: la stessa Iren, Cna Reggio Emilia, lo studio legale Sutich-Barbieri-Sutich, lo studio legale Rovacchi Intagliata & associati e il Centro Palmer di Reggio.

La “scalata” di Iren alla Fondazione potrebbe stupire, ma non deve. È infatti la multiutility che, con i suoi finanziamenti, rende possibili molti degli eventi culturali in città e provincia. Mentre l’ex presidente, Davide Zanichelli, diventa direttore della Fondazione, a salire in consiglio nominati dal sindaco sono l’avvocato Silvia Piccinini e Andrea Serri di cui purtroppo, mancando comunicazioni, trasparenza e curricula sul sito della Fondazione, poco sappiamo fino a quando non otterremo risposte dal Comune. A essere scelti dalla Provincia, infine, sono stati Lorenzo Garavaldi, reggiano ai vertici della Mondadori e Massimiliano Panarari, docente alla Luiss di Roma e politologo spesso in tv. —



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