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Colpì l’amico dopo un litigio: condannato

Ambra Prati
Colpì l’amico dopo un litigio: condannato

Pena di 3 anni e 6 mesi per tentato omicidio a un giovane moldavo. La violenza era scoppiata dopo aver bevuto

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Ambra Prati

BORETTO

Ha patteggiato 3 anni e 6 mesi per tentato omicidio – uno sconto sostanzioso dovuto al rito abbreviato – Ion Ciorba, 21 anni, di origine moldava ma con cittadinanza italiana e residente in paese, che nell’autunno scorso ha massacrato a suon di calci, pugni e schiaffi Serhii Bryzghunov, 39enne ucraino.

I fatti si sono svolti l’8 dicembre 2019 a Boretto: quella domenica, in un’abitazione di via Viazza vicino all’argine del Po, si stava svolgendo la riunione di un gruppo di uomini tutti provenienti dall’Est Europa quando, probabilmente anche a causa di qualche bicchiere di troppo, è scoppiato il litigio tra i due. Dopo un primo battibecco (dovuto alla scorretta simulazione di una lotta) la vittima si è allontanata; Ciorba lo ha seguito all’interno della casa e lo ha colpito con una violenza inaudita, picchiandolo «ripetutamente al capo con pugni e calci anche dopo che era caduto a terra, compiendo atti idonei a cagionare la morte», non avvenuta solo grazie all’intervento dei coinquilini attirati dalle grida. La vittima ha comunque riportato «gravi lesioni personali consistite in fratture facciali»: il 39enne, intubato e ventilato, è finito nel reparto di Rianimazione del Maggiore di Parma, e solo in seguito è stato dichiarato fuori pericolo, con una prognosi di quattordici giorni.

Ciorba, un boxeur già noto alle forze dell’ordine per il carattere violento, è stato arrestato per tentato omicidio con l’aggravante di aver agito per futili motivi e di aver messo in pericolo la vita della persona offesa. Quest’ultima non si è costituita parte civile e non ha assistito ad alcuna udienza, disinteressandosi dell’iter giudiziario.

«Mi ha provocato», ha detto Ciorba in sede di convalida, scusandosi per la reazione spropositata.

Ieri l’avvocato difensore dell’imputato, Gianluca Vinci, si è accordato con il pubblico ministero Laura Galli; accordo poi sancito dal gup Dario De Luca, che ha considerato l’incensuratezza dell’imputato e le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti. Un esito accolto con evidente sollievo da Ion Ciorba.

«Siamo molto soddisfatti del risultato, perché sulla carta il mio assistito rischiava una pena dai 7 agli 8 anni – ha commentato il legale Gianluca Vinci – Considerando che Ciorba ha già scontato 7 mesi, tra carcere e domiciliari, ha scampato il pericolo di tornare dietro le sbarre. Tra l’altro, c’è già la disponibilità a rimetterlo in libertà con l’obbligo di firma». —

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